I ❤️ ASPRA - di Antonio Belvedere

I ❤️ ASPRA - di Antonio Belvedere

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Da qualche giorno sono stato oggetto di attacchi più o meno velati, reo di aver osato criticare la recente installazione sul lungomare asprense.

Continuo a pensare che si tratti di un orpello di cui la bellezza di quei luoghi non avvertiva alcun bisogno - anche se dalle foto circolate successivamente l"intervento mi è apparso, forse, un po meno invasivo (ma si tratta della versione definitiva?). Non giudico le buone intenzioni di chi lo ha proposto e finanziato ma, senza alcuna falsa modestia, credo di avere tutte le carte in regola per affermare che si tratta di un progetto di dubbio gusto (e il fatto che lo abbiano già replicato a Terrasini, a Matera o a Valguarnera Caropepe non cambia la sostanza dei fatti). Il messaggio veicolato è però certamente condivisibile: come, infatti, non amare Aspra ?

Nel concitato susseguirsi di commenti non certo benevoli e simpatici nei miei confronti, ecco farsi largo addirittura l'addetto stampa del Comune per fornirci le sue valutazioni molto opportune: “ i contro - scrive l’addetta stampa - sembrano appartenere tutti o quasi ad uno specifico pensiero politico o meglio ad una speciale categoria professionale: gli architetti...una certa cerchia di bagheresi che talvolta coincidono con la Bagheria colta - continua l’addetto stampa - ... la Bagheria pensante, stimabilissima teoricamente (sic) è pronta spesso a criticare ma difficilmente mi sembra di averli visti sporcarsi le mani ecc ecc “.

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Considerazioni analoghe a quelle espresse in altre occasioni dall’assessore Tornatore, ad esempio, o da altri esponenti del governo cittadino e dai suoi supporters e che ci danno la possibilita di cogliere con chiarezza i contorni della reale partita in gioco: il governo cittadino, ahimè, è in affanno e, dopo avere cercato a destra e a manca aiuti, collaborazioni, consulenze ( "tutti insieme per il bene del paese"); dopo aver annunciato cantieri e frammenti di visioni urbane racimolate qui e la, l'amministrazione Tripoli rischia di lasciare il paese nel caos.

E non basteranno gli alberi rivestiti di trafori all'uncinetto, qualche murale spacciato per riqualificazione urbana ( ma il Tir è sempre li) e le fontane riparate come specchietti per le allodole. Se la città è infatti mediamente più pulita degli anni passati, grazie al nuovo corso di AMB, per il resto Bagheria affonda nel disordine:
- caos assoluto lungo le arterie principali e in quelle secondarie, sembrano tornati gli anni Sessanta, parcheggio selvaggio, zone blu abbandonate e inattive, spazio pubblico invaso abusivamente; ho denunciato più volte la pericolosità di panchine divelte lasciate sullo stratonello per anni.

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- patrimonio architettonico dimenticato e lasciato al degrado; anche qui certo le mie periodiche "critiche" hanno dato fastidio, infatti spesso vengono ignorate: pluviali rotti da anni a villa Butera, sede di rappresentanza del Comune, con il suo cortile d’accesso convertito in parcheggio (ma uno che dia l'esempio e vada al lavoro in bici? proprio non ce la fate); villa Cuto avvolta dal degrado e dal siilenzio; il restauro annunciato del giardino di pietra di Villa San Cataldo col coinvolgimento dell'Università e mai concretizzato; assenza di politiche collaborative e mancate sinergie coi privati che avrebbero potuto far aprire i cancelli di molte ville che restano negate ai cittadini;
- uno svincolo autostradale riaperto e abbandonato a se stesso, il cui funzionamento avrebbe potuto essere migliorato di molto con semplici accorgimenti;
- i quartieri in sofferenza per l'acqua, l'inquinamento acustico, gli schiamazzi.;
- una gestione rocambolesca della questione degli accessi al mare;
- l'ennesima inconcludente riapertura del Museo Guttuso...e qui mi fermo.

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Cosa volevo dirvi in sostanza ?
Che "I love aspra" in fondo non c'entra nulla.
Se oggi subiamo questi attacchi la ragione è un'altra: ci vogliono zitti, proni e anche collaborativi. Ma non ci stancheremo mai di ripeterlo: la democrazia è conflitto, confronto, anche aspro, ma corretto e leale. Ci siamo candidati in alternativa alla coalizione che poi ha vinto perché non la ritenevano e non la riteniamo in grado di dare quella svolta di cui la città ha bisogno. Tocca ai vincitori governare, a noi di fare tutte le critiche che riteniamo opportune.
E non ci faremo intimidire.
Nei totalitarismi la critica è vista come il fumo negli occhi: bisogna sempre applaudire, dire di si, allinearsi. Ma per fortuna la nostra è ancora una democrazia, anche se molto malata.
Fare la guerra ai "professori" e agli intellettuali é un tratto comune alla destra populista: cosa potevamo aspettarci di meglio da una coalizione che disinvoltamente raccoglie eredi del PCI e della destra più retriva ? L'opposizione consiliare, dai Cinque Stelle alla Lega, come avevamo previsto e tranne piccole eccezioni significative, pare tirare a campare. Per quanto riguarda noi - e uso il Noi con orgoglio perché il gruppo che si è riunito intorno alla mia persona è più vivo che mai ed è composto da persone meravigliose - non bisogna dimenticare che siamo prima di tutto cittadini che vivono e si spendono per la "polis", lottando ogni giorno contro un sistema arretrato, uffici pubblici poco efficienti, sanità caotica, collegamenti metropolitani da terzo mondo, consultori che non funzionano. Cittadini che tengono corsi gratuiti in scuole popolari, che fanno solidarietà, producono cultura, arte, associazionismo, rendendo meno triste e provinciale questa città.

Arch. Antonio Belvedere 

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