L’aggressore aveva patteggiato ma per ragioni oscure era stato sottoposto ad un secondo processo sul medesiimo atto. Il giudice Monocratico ha però pronunciato giudizio di non luogo a procedere per ne bis in idem.
I fatti risalgono a 3 anni fa, avevavo portato ad una violenta lite in cui l’aggressore ,che è un pugile, aveva rotto il setto nasale alla vittima, procurandogli un trauma cranico con 30 giorni di prognosi. La vittima era un appassionato di tuning autoi, che dopo avere piazzato in auto un impianto audio, aveva deciso di testarne la potenza nel cortile del palazzo.
Palumbo decise di patteggiare una condanna a cinque mesi e dieci giorni con la sospensione condizionale della pena. Il reato di lesioni personali gli veniva contestato con le aggravanti di avere agito agito con crudeltà e spinto dai futili motivi.
Qualche tempo dopo si è scoperto che Palumbo, per ragioni che restano oscure, è finito sotto processo la seconda volta per lo stesso reato. Una scoperta avvenuta quando ormai il processo stava per cpncludersi. La decisione del giudice moncratico del 26 aprile scorso, chiude la questione prchè sul medesimo fatto esiste già un precendete giudicato


