Le indagini erano state condotte dai carabinieri, coordinati dalla procura di Termini Imerese. In primo grado la donna era stata condannata a 26 anni e 4 mesi di carcere, in appello la pena è stata ridotta a 18 anni.
I giudici, come richiesto dall’avvocato Francesca Maria D’Amico, che difende l’imputata, hanno deciso di ritenere le attenuanti equivalenti alle aggravanti contestate dalla procura. Sono state invece confermate le condanne per i due presunti esecutori, l’ivoriano Guy Morel Diehi e il maliano Toumani Soukouna, che dovranno scontare 25 anni di reclusione ciascuno. I due sarebbero stati assoldati nel mercato di Ballarò per compiere il delitto.
Secondo la versione della nipote, la zia per anni l’avrebbe umiliata e maltrattata. Da qui la decisione di sbarazzarsi della zia: la donna avrebbe così scelto di assoldare due sicari a cui avrebbe dato in base ad una prima versione 15 mila euro, in base ad una seconda 100 mila.
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