Le successive indagini avevano tra l’altro consentito di ricostruire un sodalizio criminale , di soggetti in larga parte di origine siciliana, che erano dediti ai furti e alla ricettazione di macchine operatrici e di movimento terra.
L’organizzazione agiva in tutto il territorio nazionale, con una “preferenza” per l’Emilia Romagna, mettendo in atto tecniche collaudate che hanno consentito notevoli profitti illeciti.
I mezzi venivano rubati nei grossi cantieri, avvalendosi talvolta della complicità di qualche dipendente, e nascosti, nell’immediatezza del furto, in luoghi sicuri.
Successivamente si provvedeva ad alterare i dati identificativi del mezzo modificando sostiutendo targhe e numeri di telaio; poi la fase del “riciclaggio” del mezzo attraverso due canali: i circuiti di rivenditori specializzati di tali mezzi o più spesso, trasferimento all’estero (Egitto, Marocco o Albania), cosa che rendeva ancora più difficoltosa il ritrovamento delle macchine operatrici.
L’ obiettivo del tarsferimento all’estero venivae realizzato anche tramite la falsificazione delle fatture e dei documenti relativi alla compravendita.
Con la collaborazione dei Comandi Provinciali dei Carabinieri di una serie di città tra cui Palermo, Roma, Trapani, Catania, Padova e Verona il GIP del tribunale di Mistretta, su richiesta del procuratore della Repubblica Luigi Patronaggio, ha emesso provvedimenti di arresto in carcere nei confronti di quattro persone:
Cascino Antonino, 56 anni, coniugato, pregiudicato, residente a Casteldaccia;
Barone Giacomo di 46 anni residente ad Alcamo (TP);
Salvà Gagliolo Antonio di 30 anni residente a Maniace (CT);
Del Ricccio Domenico, 47 anni, residente a Monte Compatri (Roma).
Un provvedimento di arresto nel proprio domicilio, è stato adottato nei confronti di una donna, Pace Gaetana, 51, anni, anche lei residente a Casteldaccia.
ed infine due provvedimenti di divieto di dimora per Di Lorenzo Angelo Giacomo, 50 anni, residente a Casteldaccia e Cirami Angelo, 29 anni, residente a Bronte (CT).
Sono comunque tuttora in corso, decine di perquisizioni, con la collaborazione dei Comandi provinciali dei Carabinieri di Milano, Ravenna, Forlì-Cesena, Reggio Emilia e Bologna, oltre a quelli prima citati.



