In libertà Giuseppe Guttadauro, boss di Brancaccio

In libertà Giuseppe Guttadauro, boss di Brancaccio

cronaca
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E’ stato un detenuto modello nel periodo in cui scontava la condanna a 13 anni e quattro mesi, perché ritenuto esponente di spicco di cosa nostra.

Ha potuto usufruire dello sconto di pena che la legge prevede per i detenuti modello, e cioè tre mesi per ogni anno di pena detentiva; nel suo caso uno sconto di oltre due anni.

E’ stato pertanto liberato Giuseppe Guttadauro, aiuto chirurgo al Civico di Palermo, la cui vicenda si era intrecciata con quella di Mimmo Miceli il consigliere comunale suo amico, che frequentava la sua abitazione in cui il ROS aveva piazzato delle microspie.

Secondo l’accusa era stato proprio il presidente della Regione Totò Cuffaro che per questa accusa sta scontando una condanna a sette anni, ad avere informato Guttadauro della presenza della microspie, tramite Miceli.

Le indagini su Guttadauro, arrestato nel 2001, si arenarono perché il medico fece bonificare la propria abitazione di Via De Cosmi a Palermo.

Ma da quella indagine prese l’avvio quella che portò poi in carcere il tycoon della sanità isolana Michele Aiello e i marescialli del ROS e della DIA, Giorgio Riolo e Giuseppe Ciuro
 

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