I Carabinieri del Reparto Territoriale di Termini Imerese hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di un cinquantenne residente ad Altavilla Milicia, ritenuto gravemente indiziato dei reati di usura, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione e autoriciclaggio.
Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Termini Imerese, su richiesta della Procura della Repubblica, al termine di una complessa attività investigativa condotta dalla Sezione Operativa dei Carabinieri.
Secondo quanto emerso dalle indagini, l’uomo sarebbe coinvolto in ben 58 episodi di usura commessi tra il 2023 e il 2025, ma con alcuni casi risalenti anche ad anni precedenti. Le vittime individuate sarebbero circa 17 persone. Gli investigatori hanno accertato che i tassi di interesse applicati sui prestiti variavano mediamente tra il 123% e il 297% annuo, con pagamenti effettuati attraverso ricariche su carte prepagate intestate a terzi ma nella disponibilità dell’indagato.
Le indagini hanno inoltre portato alla contestazione dei reati di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Tra il 2020 e il 2024, l’uomo avrebbe messo a disposizione diversi immobili situati tra Ragusa, Altavilla Milicia, Bagheria e Palermo per l’esercizio dell’attività di prostituzione, occupandosi anche della pubblicazione degli annunci online, della gestione degli appuntamenti con i clienti e della definizione delle tariffe, trattenendo il 50% dei compensi percepiti.
Contestato anche il reato di autoriciclaggio. Secondo l’accusa, i proventi delle attività illecite sarebbero stati reinvestiti nell’acquisto di immobili intestati fittiziamente ad altre persone e trasferiti su conti correnti riconducibili a familiari, con l’obiettivo di ostacolarne la tracciabilità.
Il Gip ha inoltre disposto il sequestro preventivo di una villa con piscina ad Altavilla Milicia e di un appartamento a Casteldaccia, oltre al sequestro di disponibilità finanziarie per circa 20 mila euro.
Le indagini si sono avvalse di intercettazioni telefoniche e telematiche, dell’analisi di dispositivi elettronici sequestrati, di testimonianze delle persone offese e di approfondimenti bancari e patrimoniali svolti con il supporto della Guardia di Finanza.
Come precisato dagli inquirenti, il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e l’indagato è da considerarsi presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.



