A Pozzallo, la Guardia di Finanza ha denunciato due sorelle e il titolare di un magazzino per la vendita di prodotti contraffatti durante dirette trasmesse sul loro profilo Facebook.
Le due donne vendevano capi e accessori di note griffe a prezzi molto inferiori rispetto a quelli di mercato, trasformando un garage in un vero e proprio “mercatino telematico”. L’operazione delle Fiamme Gialle è scattata mentre erano online, consentendo di bloccare le venditrici in flagranza.
Durante le perquisizioni domiciliari e nel magazzino utilizzato come base logistica, sono stati sequestrati 600 prodotti contraffatti, tra cui scarpe, giubbotti, cinture, pantaloni, portafogli, profumi e cosmetici, di marchi italiani ed esteri.
Le due sorelle e il titolare del magazzino sono stati denunciati per ricettazione e introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi. Le indagini, condotte dal Comando Provinciale di Ragusa e dalla Tenenza di Pozzallo, mirano a ricostruire la filiera del falso, individuare centri di produzione e distribuzione e identificare la rete di clienti, nei confronti dei quali potranno scattare sanzioni amministrative.
Va ricordato che anche l’acquisto di capi non contraffatti e la rivendita senza autorizzazione costituiscono un reato. Le dirette sui social, in particolare su piattaforme come TikTok, dove molti cercano un guadagno facile o un “arrotondamento”, possono avere conseguenze penali e amministrative.
L’episodio a Pozzallo mette in luce quanto sia diffuso il commercio illegale online e sottolinea l’importanza della tutela dei consumatori e dei marchi.



