Negli anni difficili del dopoguerra Michele Aiello inzia una carriera come fantino di successo in giro per la provincia di Palermo. Durante questi anni affianca a questa attività quella di Gnuri, cioè di cocchiere, trasportando in carrozza i clienti a Palermo dalla stazione di Bagheria. Nel 1958 dismette l’attività di gnuri e passa a quello che sarà il suo lavoro per il resto della vita, quello di sellaio in dialetto “siddunaru”, proseguendo una tradizione di famiglia. Diventerà uno degli artigiani più apprezzati e conosciutnella creazione di selle, bardature e finimenti per cavalli.. Michele Aiello è stato figlio di una Bagheria che fu e custode di una memoria che va via via perdendosi, la sua morte porta via un pezzo del grande mosaico della nostra storia locale.
I funerali saranno domani, sabato 17 giugno alle 10,30, alla Chiesa Sant’Antonio di Bagheria




