Antenna 5G a Baida al posto dell’asilo, M5S: “Depositeremo un esposto in Procura. Anche la Regione condivide i nostri dubbi sull’iter seguito dal Comune”

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“Anche la Regione condivide i nostri dubbi sull’iter seguito dal Comune di Palermo per la realizzazione di un’antenna 5G al posto di un asilo a Baida. Depositeremo un esposto in Procura affinché sulla vicenda venga fatta piena chiarezza, a tutela della salute e dei diritti dei cittadini”.

Lo hanno annunciato oggi a Baida il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Adriano Varrica e il consigliere comunale Antonino Randazzo, al termine di un incontro con il Comitato dei cittadini della frazione palermitana.

“Da oltre un anno – affermano Varrica e Randazzo – seguiamo insieme ai cittadini di Baida una vicenda a dir poco preoccupante e opaca: l’installazione di un’antenna 5G in pieno centro abitato, nell’area destinata alla realizzazione di un asilo pubblico, inserito nel piano triennale delle opere pubbliche del Comune di Palermo su nostra iniziativa consiliare”.

Secondo i due esponenti del M5S, nel corso della Conferenza dei servizi convocata dal Comune il 9 ottobre 2024, la Soprintendenza avrebbe rilasciato un parere subordinato al rispetto di precise prescrizioni, poste a tutela del contesto urbanistico e nel rispetto della normativa vigente.

Sulla vicenda, Varrica aveva presentato un’interrogazione all’Assemblea regionale siciliana, indirizzata all’assessore regionale ai Beni culturali Francesco Paolo Scarpinato.

“Dalla risposta all’interrogazione – spiegano Varrica e Randazzo – emerge un fatto gravissimo: la Soprintendenza ha riferito che il soggetto richiedente avrebbe ritenuto di aver ottenuto l’autorizzazione per decorrenza dei termini, tramite autocertificazione, considerando quindi inefficaci le prescrizioni imposte. Una ricostruzione che contrasta apertamente con i riferimenti normativi citati dalla stessa Soprintendenza, i quali attestano invece il pieno rispetto dei termini procedimentali”.

A rafforzare le perplessità del Movimento 5 Stelle, anche la posizione assunta dall’assessore regionale. “Lo stesso assessore Scarpinato – aggiungono – ha chiesto formalmente al dirigente generale dell’assessorato dei Beni culturali di svolgere tutti gli approfondimenti necessari e, se del caso, di segnalare la vicenda agli organi competenti per la valutazione di eventuali profili penalmente rilevanti. Resta tuttavia incomprensibile e grave l’inerzia della giunta Lagalla”.

“Alla luce di tutto ciò – concludono Varrica e Randazzo – riteniamo doveroso trasmettere un esposto alla Procura della Repubblica di Palermo affinché venga fatta piena luce su una procedura che appare affrettata e tutt’altro che trasparente. Ringraziamo il Comitato dei cittadini di Baida per la battaglia che sta conducendo a difesa della salute pubblica e di un modello di pianificazione del territorio partecipato e rispettoso delle comunità, non imposto dall’alto”.