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La Regione intima al sindaco Cinque di revocare la delibera di recesso dal Coinres
- Di Redazione

In data odierna, è pervenuta al sindaco del Comune di Bagheria una nota di diffida da parte dell'Assessorato regionale Acque e Rifiuti con cui la Regione intima al comune di Bagheriia di revocare entro 30 giorni in autotutela la delibera del consiglio comunale del 2 aprile 2015 in cui a maggioranza veniva votato il recesso unilaterale dal Coinres, affidando in successione la raccolta dei rifiuti alla ditta Tech. Servizi per un periodo di sei mesi.
Trascorsi i 30 giorni, sarà la Regione stessa ad intervenire, inviando un commissario ad acta che dovrà adempiere alle eventuali mancanze dell'amministrazione comunale.
E' arrivata come un fulmine a ciel sereno la durissima nota della Regione che ha gelato l'amministrazione comunale di Bagheria. La prima doccia fredda è sull'ordinanza contingibile e urgente con cui è stato affidato alla Tech servizi il servizio di smaltimento e raccolta rifuti.
A giustificazione di tale affidamento si parla di 'sopraggiunte criticità aziendali che in realtà - dice l'Assessorato - sono dovute alla mancata e parziale fornitura di mezzi da parte dello stesso comune di Bagheria e in ogni caso del consistente nei confronti della gestione commissariale che per il periodo ottobre 2013/ marzo 2015 ammonta ad oltre tre milioni di euro."
Viene altresi rilevata 'l'eccessiva durata dell'ordinanza ( sei mesi) che a parere del commissario non mira a tamponare l'emergenza ma a stabilizzare un percorso di gestione difforme" rispetto agli orientamenti e agli indirizzi della Regione, e vengono citati i riferimenti normativi e di legge che sono stati violati o disattesi.
La Direttiva del 28 ottobre 2013 precisa che i commissari straordinari "svolgeranno il proprio ruolo avvalendosi dell'inetra struttura societaria, organi sociali compresi, e pertanto mantenendo inalterati, la ragione sociale, le posizioni previenziali, assistenziali e fiscali, le autorizzazioni, i mezzi e le attrezzature, le convenzioni, il personale e il soggetto datore di lavoro, l'organizzazione tecnico-finanziaria e amministrativa."
Pertanto, le ordinanze in oggetto appaiono contrastare con le disposizioni di cui sopra e le stesse presentano un arco temporale di risoluzione delle problematiche igienico sanitarie eccessivo e sproporzionato rispetto ai necessari interventi da porre in essere.
Il comune di Bagheria, in definitiva, invece di accelerare il percorso ordinario di gestione del servizio secondo il dettato della legge 3/2013, avendo avuto approvato il piano di intervento già il 14.11.2013, programma una gestione semestrale ( addirittura nella prima ordinanza la durata si estendeva a dieci mesi in dispregio all'art.191 del Decr. legislativo 152/2006 che prevede uan durata massima di sei mesi) con uno strumento derogatorio ed eccezionale.
Non è superfluo aggiungere sulla questione che sono non chiare le procedure con le quali il comune di Bagheria voglia salvaguardare il personale in servizio presso il Consorzio d'ambito ATO PA4 "
Viene anche segnalato che il piano di intervento del comune di Bagheria (cosiddetto piano ARO n.d.r) approvato in data 14.11.2013 non è stato ancora attuato.
Si richiamano nei passaggi successivi tutti gli step indicati dalla Regione per il superamento degli Ato rifiuti ed il passaggio alle SRR.
Vengono ancora richiamate le sentenze del TAR regionale che dicono chiaramente che non è possibile un recesso unilaterale dai Consorzi. Insomma tanto per essere chiari "non è quindi possibile intraprendere autonomamente la gestione diretta della raccolta e smaltimento rifiuti prima della piena operatività delle procedure di cui alla legge regionale n.9/2010, nè le eventuali inadempienze del gestore possono legittimare la fuoriuscita del singolo comune dal sistema d'ambito."
In chiusura la pietra tombale su un provvedimento, e cioè la delibera del consiglio comunale di Bagheria di recesso dal Coinres, la cui legittimità era già stata sollevata in diverse sedi.
" A tal fine - conclude il documento - si diffida il comune di Bagheria ad annullare e/o revocare in autotutela la delibera di consiglio comunale del 2 aprile 2015 emtro il termine di 30 giorni dalla ricezione della presente. Trascorso infruttuosamente tale termine lo scrivente Assessorato provvederà ad attivare la procedura sostitutiva di cui all'art. 6 della legge regionale n.7/2011".
Infine, si ribadisce al comune di Bagheria di adottare con sollecitudine tutti gli atti di propria competenza affinchè in tempi brevi lo stesso Ente, in forma singola possa garantire la gestione ordinaria del servizio ai sensi della legge 9/2010, come novellata dalla legge 3/2013 ed in conformità al decretato piano di intervento."
In calce al documento le firme del Direttore generale ing. Domenico Armenio e dell'ass. Vania Contrafatto
Nessuna via d'uscita dunque: il termine in autotutela fuori dal politichese vuol dire semplicemente che si sta rischiando di produrre un danno erariale, e che bisogna tornare immediatamente indietro.
Ed adesso? Ed il contratto firmato con la Tech servizi ? Allora veramente pagheremo due volte ? Siamo alla vigilia di un momento veramente drammatico per Bagheria.

