Una cunetta che è costata cara negli anni ai pedoni che vi sono incappati e che in alcuni casi, a seguito di rovinose cadute, si provocarono delle fratture e lesioni serie. Una subdola trappola nascosta in agguato per i tantissimi frequentatori del Corso Umberto.
La riparazione della sede stradale non richiedeva interventi di particolare complessità, bastava infatti un intervento semplice ed economico, ed è quello che, molto tardivamente a dire la verità, è stato fatto nei giorni scorsi ( la buca risale infatti ai tempi della sindacatura di Lo Meo).
Amministrare un paese significa infatti cercare di ascoltare e possibilmente risolvere anche le piccole ma legittime istanze che provengono dalla città, con risposte concrete e ove possibile tempestive. In particolar modo quando non richiedano, come in questo caso, risorse tecniche o finanziarie insormontabili. Interventi tesi anche a tutelare l’ente comunale dalle esose richieste di risarcimento per i danni procovati da buche stradali a pedoni, ciclisti e automobilisti.
Gli annosi problemi legati al decoro urbano, alle aree verdi, alla manutenzione stradale, all’ illuminazione pubblica e della rete idrica, del cimitero, sono però a Bagheria temi dalle numerose sfaccettature che richiedono interventi imponenti in controtendenza rispetto a quanto visto sinora, ma i necessari investimenti saranno impossibili fintanto che perdurerà la condizione di dissesto finanziario del Comune.
L’incognita principale è rappresentata dalla SpA del Comune di Bagheria, che dovrebbe gestire alcuni servizi comunali e che dopo la sua costituzione un anno orsono dal notaio e l’insediamento del relativo cda, non ha prodotto risultato alcuno.



