Cuffaro patteggia tre anni: niente carcere, ma divieto di frequentare politici

Il gup del Tribunale di Palermo, Ermelinda Marfia, ha accolto la richiesta di patteggiamento avanzata dall’ex presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro, imputato nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Palermo su presunti episodi di corruzione e traffico di influenze legati alla gestione di un concorso dell’ospedale Villa Sofia, alle nomine nella sanità siciliana e all’aggiudicazione di alcuni appalti.

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La pena concordata è di tre anni e sarà convertita in lavori di pubblica utilità. Cuffaro lascerà inoltre gli arresti domiciliari: ha già scontato cinque mesi di custodia cautelare e dovrà espiare i restanti due anni e sei mesi attraverso attività socialmente utili.

Secondo quanto stabilito nella sentenza, l’ex governatore non potrà frequentare soggetti che rivestono cariche politiche, legislative o amministrative, salvo casi legati a rapporti familiari, convivenza o esigenze connesse allo svolgimento dei lavori di pubblica utilità o all’ottenimento di servizi pubblici.

Cuffaro svolgerà il servizio presso l’associazione “Casa del sorriso” di Monreale, per un minimo di sei ore e un massimo di quindici ore settimanali. Previsto anche il risarcimento del danno all’immagine: l’ex presidente dovrà versare 7.500 euro ciascuno all’ospedale coinvolto e all’Asp di Siracusa.

I legali di Cuffaro, gli avvocati Giovanni Di Benedetto e Marcello Montalbano, hanno spiegato in una nota che la scelta del patteggiamento è stata “precisa e sofferta”, maturata per chiudere rapidamente la vicenda giudiziaria e consentire al loro assistito di “riacquistare serenità nell’ambito esclusivamente degli affetti personali e familiari”.

Nella stessa udienza il gup ha rinviato a giudizio gli altri imputati che avevano scelto il rito ordinario. Il processo inizierà il 7 settembre davanti alla terza sezione del Tribunale di Palermo.

Tra i rinviati a giudizio figurano Roberto Colletti, ex direttore generale di Villa Sofia-Cervello, Antonio Iacono, primario del Trauma Center, Vito Raso, storico collaboratore di Cuffaro, oltre a Mauro Marchese, Marco Dammone e l’imprenditore Sergio Mazzola, titolare della Euroservice srl.

È stata invece prosciolta, perché “il fatto non sussiste”, la società Dussmann Service srl. Stralciata infine la posizione di Ferdinando Aiello, che sarà giudicato con rito abbreviato nel mese di luglio.