Una serata che celebrerà quindi in generale i prodotti tipici della cittadina palermitana, attraverso una degustazione a cui si unirà la visita guidata della Chiesa di Sant’Oliva e delle Mure Seicentesche.
Alla manifestazione, che si avvale del patrocinio del Comune di Trabia, presenzieranno il Sindaco di Trabia, Francesco Bondì, il direttore del GAL Metropoli Est, dr. Salvatore Tosi, l’esperto di storia del territorio, Antonello Gargano, presenterà Alessandro Matalone, imprenditori operanti nel comparto della pasta artigianale Marco Riggi e Salvo Lo Monaco, giornalisti enogastronomici di settore e operatori culturali impegnati nella promozione del territorio.
OBIETTIVI E FINALITÀ DELL’EVENTO
La manifestazione s’inquadra nell’ambito delle iniziative volte a promuovere il patrimonio materiale e immateriale del Distretto AgriCulturale del G.A.L. Metropoli Est e della Sicilia, quale “Regione europea della gastronomia 2025” ed è finanziata dal PSR Sicilia 2014/2022 Misura 19 – Sottomisura 19.2 P.O. a regia G.A.L. 2025.
La finalità dell’evento è promuovere il valore culturale, sociale ed economico del prodotto tipico locale della tradizione storica della comunità di Trabia e legare la valorizzazione del prodotto tipico alla promozione dei beni culturali della comunità, al fine di rafforzare l’azione di marketing territoriale e turistico.
Nella strategia promossa dal GAL Metropoli Est volta a promuovere il patrimonio agricolo, assume un ruolo centrale la visita guidata alla Chiesa di Sant’Oliva e delle Mure Seicentesche.
Dalle 20.30 si svolgerà la degustazione gastronomica e uno showcooking che vedrà protagonista la chef Angela Guzzo. Non solo cultura e degustazioni: ad animare la serata sarà la presenza del gruppo folk Calicò.
L’ORIGINE STORICA DEGLI SPAGHETTI A TRABIA
Gli spaghetti sono nati a Trabia. Ad attestarlo è una testimonianza redatta dal geografo arabo, di stanza presso la corte di Ruggero II, Muhammad al-Idrisi, più conosciuto come Edrisi.
Nell’opera “Kitab Rujar”, risalente al 1154, proprio lui indica il paese alle porte di Palermo come una zona caratterizzata dalla presenza di molti mulini, all’interno dei quali si realizzava una pasta a forma di fili leggermente arrotondati, indicata con il termine di “itrya”.
Nel Libro di Ruggero, opera geografica dell’autore arabo Al Idrisi, composta nel 1153, possiamo leggere questa descrizione:
“A ponente di Termini vi è l’abitato di Trabia, sito incantevole, ricco di acque perenni e mulini, con una bella pianura e vasti poderi nei quali si fabbricano ‘itrìya’ (vermicelli, spaghetti) in quantità tale da approvvigionare, oltre ai paesi della Calabria, quelli dei territori musulmani e cristiani, dove se ne spediscono consistenti carichi.”
Il primato di Trabia non è cosa da poco, in un Paese dove la pasta è considerata il simbolo dell’alimentazione, intorno al quale è possibile costruire un forte attrattore immateriale e generare un’incisiva ed efficace azione di marketing territoriale e turistico.
LA CHIESA DI SANT’OLIVA
La Chiesa si erge varcando la porta di Trabia e venne adibita fino al 1800 al cimitero locale. È caratterizzata da una struttura semplice ad una sola navata, è dotata di un prezioso altare proveniente dalla chiesa del Castello Lanza ed in essa sono conservate due splendide opere.
La prima è il martirio di Santo Stefano, che sembrerebbe stilisticamente legata alla scuola di Pietro Novelli, poiché intrisa di elementi che indicano una buona conoscenza dell’opera di Caravaggio in Sicilia, così come dimostrerebbero il personaggio nell’atto di scagliare una pietra al centro della composizione e quello colto di spalle nell’atto di compiere il medesimo gesto.
La seconda è una Madonna con Bambino realizzata secondo stilemi fiamminghi o derivanti dalla cultura Antonellesca.
Dal 1710 la Chiesa di Sant’Oliva è gestita dai confratelli della Congregazione di Maria Santissima Immacolata.



