L’eredita’ immateriale di Baarìa - di M. Balistreri

L’eredita’ immateriale di Baarìa - di M. Balistreri

attualita
Typography

bagheriaLe celebrazioni, gli eventi e la visibilità mediatica che l’uscita del film di Giuseppe Tornatore ha inevitabilmente determinato, ha proiettato in chiave positiva la cittadina bagherese sulla ribalta nazionale e non solo, suscitando interesse, curiosità in ordine alla sua storia, alle sue evoluzioni sociali e culturali.


Oggetto di valutazione ed analisi, sono soprattutto, le ragioni che hanno trasformato un piccolo e marginale contesto provinciale, in un formidabile incubatore culturale, che ha dato i natali ad artisti (pittori, poeti, scrittori, fotografi e registi) che hanno avuto ruoli importanti nel panorama italiano e talvolta anche internazionale.
L’opera di Giuseppe Tornatore, che da sola costituisce un formidabile strumento di comunicazione e di divulgazione, è stato e rimarrà, ad imperitura memoria, un grande atto d’amore nei confronti della suo paese natale. Alla Città delle Ville, il regista, lascia in dotazione un patrimonio ed un capitale immateriale che produrrà i suoi effetti in un tempo prolungato, costituendo un tassello importante del processo di valorizzazione turistica ed economica del territorio. Vi sono esempi concreti, di produzioni televisive di successo, che hanno costituito una leva straordinaria per la valorizzazione del territorio, determinando incremento sia del valore economico del patrimonio immobiliare che dei flussi turistici, creando valore aggiunto e producendo ricchezza diffusa.

Per intercettare ed ottimizzare questi processi virtuosi, occorrerà, però, adottare una seria, strutturata e duratura politica di marketing territoriale, improntata alla cultura dell’accoglienza, della formazione della risorsa umana e di una ricettività che costituisca massa critica. Una politica turistica che non può essere disgiunta da un’efficiente gestione dei servizi, vero punto di debolezza e di criticità del sistema ( raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, servizio idrico, mobilità urbana ed extraurbana).
Perché la risorsa turismo crei reale ricchezza e occupazione stabile, bisogna colmare i vuoti strutturali e organizzativi. Il turista viene nel comprensorio bagherese e i dati delle presenze nelle ville settecentesche, nei musei e nei siti archeologici, lo testimoniano.

Tutto ruota intorno alla possibilità di trattenerlo oltre le poche ore necessarie a visitare i siti fruibili e visitabili, creando percorsi turistici istituzionalizzati e attività collaterali legate anche alle potenzialità espresse dalle risorse naturali ed ambientali.

Bisogna ovviare, innanzi tutto, all’assenza di un’analisi dei bisogni per la definizione delle politiche dei servizi turistici ed attivarsi per la realizzazione di alcune proposte concrete:
1)
Creazione di un titolo unico di viaggio e d’accesso ai musei ed ai siti ambientali ed archeologici
2)
Recupero di parte del patrimonio immobiliare delle seconde case, soprattutto edificate sulla costa, alla ricettività turistica, attraverso lo strumento del Bed & Breakfast, al fine di incrementare la massa critica della ricettività senza ulteriori interventi edificatori sul territorio, in linea con la logica dello sviluppo sostenibile
3) Creazione di una società di servizi che assista gli operatori privati nella creazione dei B&B e funga da interfaccia nel mercato turistico
4) Creazione di un eco-museo che raggruppi le tradizioni culturali, etniche, storiche del territorio per far rivivere al turista le atmosfere legate all’immenso patrimonio dei saperi, dei sapori e degli odori di cui il nostro territorio è estremamente ricco
5) Reale fruizione del parco di Monte Catalfano, importante risorsa ambientale del comprensorio, e per molti aspetti unica nelle sue caratteristiche naturalistiche
6)
Pieno inserimento nei percorsi turistici istituzionalizzati dell’attività della pesca-turismo, realtà economica legata alla tradizione marinara locale
capo zafferano bagheria mongerbino7)
Esigenza della creazione di una rete relazionale fiduciaria tra gli attori del settore turistico che metta insieme la moltitudine di sigle ed associazioni che operano nel settore, superando, di fatto, la logica e la tendenza individualistica nella gestione dei servizi turistici
8)
Creazione di un marchio di qualità che connoti sul mercato turistico lo standard ed il livello dell’offerta turistica del territorio.

Priorità assoluta riveste la necessità di sfruttare al meglio le opportunità che il sistema di finanziamento dei fondi strutturali per il turismo offre, operando un salto culturale nella progettualità e nella programmazione territoriale. Teniamo conto che nel recente POIN (Programma Operativo Interregionale) – FESR esitato dall’Assessorato Regionale al Turismo, i Comuni di Bagheria e di Santa Flavia sono inclusi e identificati come area geograficamente circoscritta, in cui si concentrano attrattori culturali, naturali e paesaggistici di particolare rilievo, pregio e qualità, con caratteristiche d’eccellenza. Basterebbe, semplicemente partire da lì, attraverso un rapporto di collaborazione progettuale tra i due comuni.

bagheria rovine di soluntoQuesta entità territoriale, d’altronde è a fortissima connotazione identitaria, ricca di storia, di cultura, di beni architettonici, archeologici, di bellezze naturali ed ambientali, di tradizioni popolari, di colori, di sapori, d’odori, con un enorme e unanimemente apprezzato patrimonio enogastronomico. Tutti elementi in piena sintonia con il quadro evolutivo della nuova domanda turistica che predilige gli aspetti legati alla conoscenza, all’esperienza, all’interazione, al confronto e al contatto diretto con la cultura, la storia e gli stili di vita del luogo.

Un turismo, sostanzialmente, quindi, emozionale. Un sistema d’offerta turistica integrato, quindi, che partendo dal patrimonio storico, archeologico, architettonico, museale (sito archeologico d’epoca fenicia di Solunto, le 30 ville settecentesche di Bagheria) si estende all’offerta che la risorsa ambientale marina ( escursioni subacquee, pesca turismo, realizzazione di in porto turistico da 400 posti barca a Porticello, la cui fase autorizzativi è in itinere) può determinare grazie ad un processo di riconversione delle maestranze e delle professionalità disponibili nelle marinerie di Aspra e soprattutto di Porticello.
Tanti indicatori e documenti di programmazione vanno nella direzione di un rapporto di stretta collaborazione tra le due realtà. Vedremo se gli organi preposti (Istituzioni, Agenzie di sviluppo ed operatori del settore) terranno conto di queste indicazioni, per sfruttare al meglio e non disperdere il vantaggio competitivo che la visibilità e l’interesse mediatico concede, attualmente, al nostro comprensorio.


Articolo pubblicato sul mensile L'Approfondimento - numero in edicola, ottobre 2009


michele balistreri
Michele Balistreri

Aggiungi a lista preferiti