La segretaria del Comune ci scrive

La segretaria del Comune ci scrive

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La segretaria del Comune di Bagheria risponde alla questione da noi sollevata, circa l'obbligo per il comune di rendere noti i redditi di sindaco, assessori e consiglieri. Pubblichiamo integralmente la lettera sulla quale domani faremo le nostre considerazioni.

Al Sig. Angelo Gargano
Via Città di Palermo
complesso La Sicilia
palazzina A/3 n. 173

 

Oggetto: Conoscere redditi dei Consiglieri Comunali
a Bagheria si può.

Si legge su Bagheria news l’articolo ”conoscere redditi dei Consiglieri Comunali a Bagheria non si può” che mette in evidenza comportamenti della scrivente in ordine alla materia sul diritto d’accesso e il soddisfacimento di necessità impellenti.

Considerando tale procedura di informazione, tramite pubblicazione on-line, inusuale, preme sottolineare che la legge in merito al “diritto d’accesso” prevede l’istanza formale o l’istanza informale, per cui in merito all’articolo apparso su Bagheria News sembra utile ed opportuno esternare quanto appresso:
 

1. Risponde a verità che in questo Comune e per la prima volta, sia stato pubblicato all’albo e sul sito (solo da recente in base alle norme vigenti) il “bollettino” delle dichiarazioni patrimoniali degli amministratori e dire che la legge regionale n. 128 è stata emanata in data 15/11/82.
2. Risponde al vero che la legge regionale n. 128 del 15/11/82 prevede fra l’altro anche per gli Amministratori degli Enti locali, la presentazione di dichiarazioni previste dall’art. 1 della suddetta legge e la redazione di apposito bollettino con le notizie riferite ai Consiglieri Comunali, trascritte nei quadri riepilogativi del bollettino stesso, in modo che tutti i cittadini siano messi a conoscenza, secondo le procedure dell’art. 6 della suddetta legge.
3. Risponde al vero che, effettuate tali procedure, il bollettino viene pubblicato all’albo e sul sito del Comune, per cui tutti ne possono conoscere il contenuto riferito ai singoli nominativi e poichè i Consiglieri comunali per la materia in interesse, hanno depositato le proprie dichiarazioni, la segreteria generale ha provveduto a ciò e a breve provvederà alla pubblicazione dei redditi e delle relative indennità.
Da ciò discende che vi è l’obbligo di pubblicare all’albo e sul sito del Comune, gli elenchi nominativi con le finche di riferimento, atti depositati agli atti d’ufficio e consultabili da “quisque de populo”, presso la sede degli uffici di competenza.
 

Vi è da dire comunque che ciò è previsto dal requisito della trasparenza previsto dalla legge ma che le leggi stesse prevedendo tale generale trasparenza prevedono anche la relativa riservatezza, per cui i modelli 730 che possono contenere informazioni eccedenti, rispetto alla singola situazione patrimoniale dell’interessato – Consigliere Comunale – quali dati di natura sensibile (si pensi ad esempio ad alcune particolari tipologie di spese sanitarie per le quali sono riconosciute apposite detrazioni d’imposta) non sempre sono consultabili integralmente, dal momento che tale modello coinvolge l’intero nucleo familiare, a meno che non sia lo stesso Consigliere comunale a proporre, con apposita dichiarazione sottoscritta, la divulgazione dei propri dati sensibili, per cui anche il cittadino può prendere visione del modello 730 – depositato agli atti d’ufficio- in maniera integrale, ma alla data odierna non risultano depositate tali dichiarazioni.
 

Considerato che lo spirito della legge non è quello di conoscere i dati sensibili dei Consiglieri Comunali ma semplicemente la situazione patrimoniale e i redditi percepiti per l’espletamento del munus politico, si può affermare che il Comune di Bagheria che assurge a Comune dignitoso e ricco di storia, ha applicato le leggi, anche in presenza di comportamenti non codificati e di “nervosismi vocianti”, così come purtroppo si è verificato nei corridoi del Palazzo Municipale e che inducono la scrivente a dichiarare con onestà intellettuale, di essere in linea con le disposizioni di legge e di sentirsi onorata di appartenere, anche se per questioni di lavoro, a questa “Repubblica delle banane”, (così come indebitamente definita) che tutti dobbiamo onorare e rispettare.
 

Fiduciosa che tali episodi non abbiano più a verificarsi e disponibile a qualsiasi forma di collaborazione e a qualsivoglia chiarimento in merito,

Porgo distinti saluti.


Il Segretario Generale
Dott.ssa Rosa Maria Miceli