Caro Lo Meo, è vero, ci vuole un progetto, ma anche coerenza

Caro Lo Meo, è vero, ci vuole un progetto, ma anche coerenza

Politica
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Caro direttore
Non sono avvezzo alle frequentazioni internautiche, ma avverto la necessità di approfondire alcune questioni poste attraverso il vostro sito dal consigliere provinciale Vincenzo Lo Meo, non per spirito polemico ma per amor di verità.

Ci sembra che le riflessioni del consigliere Lo Meo, miranti a dimostrare la mancanza di un progetto di sviluppo della città dell’amministrazione guidata da Biagio Sciortino, abbiano un obiettivo secondario.
Del forbito ed approfondito articolo prodotto dal consigliere Lo Meo colpisce l’acrimonia che riserva all’UDC: nel volere a tutti i costi assegnare un ruolo predominante al partito che rappresento in aula si cela, a dir la verità in modo maldestro, la volontà di addebitargli tutte le colpe.

Particolare non trascurabile è l’uso di espressioni che evocano comportamenti scorretti (“…strumenti idonei a creare consenso, ad ogni costo”), senza l’onere di dimostrare che ciò sia vero.
Mi perdonerà se le nostre riflessioni seguiranno un filo cronologico e puntuale, ma non sapremmo fare diversamente di fronte ad una serie di luoghi comuni, di opinioni personali nonché di falsi storici.

Sulle responsabilità, alla fine, faremo alcune valutazioni, anche sull’affinità di vedute con l’architetto Fricano.


Sulla presunta “dicotomia che solo loro sanno fare” è giusto approfondire.

Dopo il fallito tentativo del cavaliere Berlusconi di fagocitare l’UDC alle ultime elezioni politiche, il mio partito si trova oggi all’opposizione, senza vincolo di accordo con alcuno: la linea politica del partito ha delegato la scelta delle alleanze alle dirigenze locali, sulla base di elementi programmatici e affinità politiche. Quindi nessun “vincolo” ci lega al PdL.

Tuttavia è bene ricordare al consigliere Lo Meo che siamo stati leali sostenitori dei candidati a sindaco di Giovanni Valentino nel 2001 e di Vincenzo Gargano nel 2006, anche quando le stesse apparivano come evidenti “imposizioni” dei vertici di F.I., contro ogni logica e, soprattutto, contro l’opinione dei bagheresi.

Ed è vivido nei nostri ricordi che, mentre noi facevamo opposizione all’amministrazione Fricano, sostenuti da una parte di F.I., troppo spesso il voto del consigliere (allora comunale) Lo Meo era di sostegno agli atti proposti in consiglio da quella amministrazione.

Poi sulla “dicotomia che solo loro sanno fare” , vorrei ricordare al consigliere Lo Meo che mentre in provincia di Agrigento il PdL sta in giunta con l’UDC, nel comune di Ravanusa si è coalizzato con il PD per evitare (tentativo non riuscito) l’elezione del sindaco Savarino dell’UDC.

Altra questione posta è relativa al nostro presunto “cannibalismo” nei confronti di meriti altrui.

Non ci è difficile riconoscere i meriti di chi ci ha preceduto nel governo della città per le opere che si vanno a concretizzare, volendo solo rivendicare di aver svolto la nostra piccola parte perché le opere si concludessero senza intoppi.

Delle riflessioni del consigliere Lo Meo, la questione COINRES è quella che ci ha più colpito.

Quando nel gennaio del 2008 l’UDC denunciava, con un manifesto clamoroso, la scellerata politica del COINRES e del suo CdA, che portava all’assunzione di ulteriori 180 dipendenti, il consigliere Lo Meo era silente.
Ed è bene ricordare che il presidente di quel CdA del COINRES era l’assessore Provinciale Raffaele Loddo.
Lo stesso silenzio caratterizzo l’operato del consigliere Lo Meo allorquando, in sede di consiglio provinciale si discuteva una mozione di sfiducia nei confronti dello stesso assessore Loddo: non solo votò contro quella sfiducia, ma non si dissociò neanchè formalmente da quell’operato.

Vede caro consigliere Lo Meo, Lei ha ragione quando parla della necessità di avere un progetto, un’idea di città, che consenta a chi amministrerà di avere risorse tali da garantire un futuro ai nostri figli.

Ma il suo grido è pretestuoso, sa tanto di campagna elettorale ed è difficile non intuire la sua ambizione. In questo suo anelito riscopre simpatie per l’architetto Fricano, che già in altre occasioni ha mostrato in aula consiliare.

Magari avremo altre circostanze per approfondire

Dicevamo della pretestuosità del suo grido, perché ci è difficile credere che lei non sappia che in atto nessuno degli strumenti di programmazione dei fondi del P.O. Regione Sicilia FESR 2007-2013 è operante, nessun bando è stato emanato, nessuna programmazione è completata.

È da per certo che non esiste una programmazione del comune di Bagheria solo perché lei non conosce.

Verrà presto il tempo in cui la cittadinanza verrà coinvolta, chiamata a dare il proprio contributo ad integrare una programmazione per la città che vogliamo. Lei, e le altre istituzioni, sarete chiamati ad assumere il ruolo che vi compete, per consegnare alle generazioni future una Bagheria più vivibile, dove poter progettare di costruire una famiglia, dove il lavoro non sia un miraggio ma un diritto.

Tanto era dovuto a chiarimento delle nostre posizioni, e per questo non ce ne voglia consigliere Lo Meo: la nostra stima nei confronti di chi rappresenta Bagheria è immutata.

Antonio Scaduto - capogruppo UDC in consiglio comunale