Da una verifica all'altra: a 'dda passà a nuttata

Da una verifica all'altra: a 'dda passà a nuttata

Politica
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Qualunque riflessione o previsione si possa fare sulla crisi politica aperta con l’azzeramento della giunta Sciortino, occorre partire dal Partito Democratico: perché è da questo partito che nasce la crisi,

ed è dalla ricomposizione degli equilibri interni di questo partito che occorrerà passare per una ricostruzione quanto mai problematica delle macerie politiche.
E diciamo questo non per addossare responsabilità, ma per segnalare un ruolo che da qualche mese a questa parte, questo partito, o meglio una significativa parte di esso si è posto, per capire dove di questo passo si andrà a parare.

Il ragionamento che ha fatto, e continua a fare la maggioranza del gruppo consiliare (Amato, Maggiore, Chiello, Di Bernardo), in ciò sostenuto dal coordinatore cittadino Franco Speciale (e pare anche da quello provinciale Leonardo Passarello) è di questa natura: da quando si è realizzato l’accordo con l’U.D.C., si è creato un rapporto squilibrato,( a favore dell’U.D.C. si intende), nei poteri effettivi degli assessori, nella visibilità esterna di questo partito, nella mancata collegialità di importanti decisioni, e nella posizione anche personale del sindaco che ormai viene visto come espressione dell’U.D.C.; ma soprattutto sono venuti a galla due nodi, Coinres e Gestione Acque potabili, che sono due macigni che stanno condizionando la vita delle famiglie e rischiano di travolgere questa amministrazione.

E siccome il Partito democratico, ritiene di non avere responsabilità nelle scelte che a monte sono state fatte su queste questioni, da altri e in altri tempi, e che stanno portando al disastro, una parte non indifferente del P.D. quindi mira a defilarsi, a prendere le distanze e tendenzialmente a smarcarsi da Biagio Sciortino, considerato ormai un cavallo perdente.
La conclusione finale potrebbe essere di rompere l'alleanza, uscendo dalla maggioranza, e di mettere in campo di qua alla prossima primavera  un proprio candidato a sindaco (Vittoria Casa?).
E’ questo un ragionamento più o meno condivisibile, ma ha il pregio di avere fatto venire alla luce questioni importanti.
C’è, sempre nel gruppo consiliare del P.D. una componente “governativa”, il capogruppo Gulli, Cilea, ed il presidente del consiglioVella, che ritiene, al contrario, che dopo avere amministrato la cosa pubblica bagherese per tanti anni non ci si può defilare: quello che serve è un rilancio della maggioranza, basato sulla scelta di assessori più rappresentativi, sul riequilibrio delle deleghe, su una rigida collegialità nelle decisioni.

Meno complicata , ma solo apparentemente, le vicende interne U.D.C.: riportati da Sciortino nel recinto del potere dopo una astinenza decennale, gli debbono grande riconoscenza e non vogliono creare problemi, anche se qualche motivo di seria lagnanza nei confronti del sindaco anche loro potrebbero tirarlo fuori.
Scelte non sempre condivise, in specie quelle che continuano a privilegiare il drappello, sempre più sparuto a dire il vero, di amici del sindaco, superficialità nella conduzione e nella gestione di vicende importanti.
Non hanno granchè da dire sugli assessori, perché essendo ex consiglieri non possono esser certo rimandati a casa con un semplice benservito, anche se magari non sono, nella funzione che ricoprono, fulmini di guerra.

C’è poi il firmamento dei “civici” e degli “indipendenti”: universo sempre cangiante e sempre mutevole, che aspetta queste occasioni per riproporsi nella speranza di arrivare ad avere il tanto sospirato assessore.
Consiglieri comunali che sono eterni migranti, gruppi che si formano e si disfano il tempo di un caffè al bar, giri di valzer da far girar la testa e che durano il tempo di una pizza al Mata Hari, oltre a tentativi velleitari di gonfiare il petto come la rana della favola di Esopo.
Ci sta anche questo in quella, che per eccesso di pudore definiamo “crisi politica”, ma che in certi momenti è semplicemente mercato o mercatino o suk arabo.
C’è poi la proposta avamzata da Gino Castronovo di “Sinistra democratica”: un governo degli “ottimati” per salvare Bagheria, ma temiamo che non sarà una proposta che verrà presa in seria considerazione.

 

C’è però in questa crisi un elemento nuovo: negli ultimi anni a Bagheria il deficit di offerta politica da parte dei partiti tradizionali ha fatto crescere la voglia e la capacità di aggregazione di forze economiche, di categorie e di quartiere che via via vanno assumendo una forma organizzata, e in questi momenti ritengono  giustamente di poter dire la loro, di fare insomma per usare un termine in voga "lobbysmo" pro qualcuno.
Da tempo per esempio va avanti un tentativo di commercianti e artigiani, organizzati dalla Confcommercio di Italo Fragale e dalla CNA di Michele Raspanti, che partendo dalle loro necessità e dai loro bisogni, possa non solo condizionare la politica, cosa che è sempre avvenuta, ma di darsi una struttura che possa essa stessa fare politica.
Anche Umberto Gallery, l’associazione dei commercianti del corso Umberto, comincia a prendere coscienza dellla propria forza, e  preme per avrere un ruolo più decisivo nei confronti dell’amministrazione, nel momento in cui intende far diventare, quello che in un primo momento era stato visto come un limite, e ci riferiamo alla pedonalizzazione del corso, in una opportunità, qualora s’intende la politica faccia le scelte giuste.
C’è la C.I.A. l’associazione dei quartieri Consuonbo, Incorvino, Amalfitano, che partendo dalla specificità dei loro problemi, vogliono far pesare la volontà di questi aggregati a monte della città. Insomma c'è attorno alla crisi molto interessse e molto "movimiento", come predicava ai suoi giocatori il compainto Helenio Herrera.
E poi c’è “dulcis in fundo” c'è Biagio Sciortino, che non si smentisce mai.
Dialoga, si incontra e interloquisce con tutti: con Lombardo, con Miccichè, con Lumia, con Vitrano e Zangara, con Dina e Antinoro, insomma con tutti, con l’obiettivo di tentare quella che ad oggi, a sentire gli umori della gente, sembra una missione impossibile, e cioè la sua rielezione.
Ma di questo, come per il toto-assessori, ci sarà di tempo per parlarne.