Continua il periodo no per il Sant’Isidoro: pareggio casalingo contro il Sancataldo

Continua il periodo no per il Sant’Isidoro: pareggio casalingo contro il Sancataldo

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Il Sant'Isidoro di mister Marco Mineo non riesce a decollare. L'occasione era di quelle da sfruttare appieno e cercare una vittoria che potesse ridare linfa alle speranze del popolo biancorosso, abituato a vedere una squadra mai doma,

sempre determinata e solitamente spietata tra le mura amiche. Quella del "Principi di Rammacca" di Bagheria è stata una partita a dir poco rocambolesca, giocata da due squadre che si presentavano in formazioni ampiamente rimaneggiate. I padroni di casa, infatti, non hanno potuto schierare gli infortunati Riesi, Enzo Di Salvo e Speciale, oltre all'infortunato Scianna. Gli ospiti, invece, hanno lasciato a casa gente del calibro di Napoli, Arcilesi e Guercio. Tra i pali, Mineo lascia Paolo Lo Buglio, portiere classe '94 di cui si dice un gran bene.

Partita subito in salita per i bagheresi, frastornati dall'ardore agonistico dei nisseni, bravi ad attaccare tutti i palloni giocabili, non mollare di un centimetro le marcature e provare azioni offensive ben orchestrate e mai confusionarie.

A sbloccare l'incontro è il solito Facchin, capitano degli ospiti. La rete subita fa sbandare i biancorossi, che non riescono ad imbastire una reazione degna di nota. I nero-verdi ne approfittano e mettono a segno un uno-due terrificante: Dettori e Daniele portano il punteggio parziale sullo 0-3.

Shock vero e proprio per i padroni di casa, inermi di fronte ad un avversario arrivato a Bagheria non per fare la vittima sacrificale ma per espugnare un campo che ormai non vale più quei punti che lo scorso anno avevano fatto volare i bagheresi sino alla finale di play-off.
Un Mineo indiavolato prova a scuotere la squadra all'intervallo, ma l'esito al rientro in campo non è quello sperato.

Pronti-via e il Sancataldo mette a segno la rete dell'incredibile 4 a 0 ancora con Daniele, bravo a superare l'incolpevole Lo Buglio. Questo gol ammazzerebbe anche un toro, ma non il pazzo Sant'Isidoro, che si sveglia proprio dopo questa realizzazione.

La reazione è opera di Tripoli, che ancora una volta ha il carisma e la capacità di trascinare a sé tutta la squadra, caricandola e invitandola alla riscossa. Lo stesso Tripoli e poi Tony Di Salvo dimezzano le distanze, portando il punteggio sul 2 a 4, prima che Charles, il migliore in campo per gli ospiti, riporti a tre lunghezze le distanze tra le due formazioni.

I padroni di casa non mollano, e con Losanno prima e Piero Fricano poi si portano a una sola distanza dai nero-verdi, a 10 minuti dalla fine.

A tenere a galla il Sant'Isidoro, però, è anche Lo Buglio, bravo a neutralizzare ben due tiri liberi di Facchin, che avrebbero potuto chiudere anzitempo l'incontro. Un rigore di un immenso Tripoli rimette la gara in equilibrio, tra l'euforia del tifo bagherese, presente in gran numero sugli spalti.

L'inerzia dell'incontro sembra incredibilmente cambiata, ma allo scadere il direttore di gara decreta un tiro libero alquanto dubbio agli ospiti, che questa volta Daniele realizza. La partita non è ancora finita, ed è D'Angelo a raddrizzarla.

Finisce così, un 6 a 6 bello e allo stesso tempo strano. Per come si era messa la partita si potrebbe parlare di punto guadagnato, ma tutto l'ambiente bagherese sa benissimo che si tratta più di due punti persi, vista la consueta infallibilità casalinga degli uomini di Mineo.

Il 2011 si chiuderà ancora una volta al "Principi di Rammacca" contro la corazzata del Viagrande, infarcita da elementi di categorie superiori. La speranza è quella di poter commentare un risultato diverso da quello odierno.

Commento mister Marco Mineo:

"Abbiamo fatto una gara pessima, soprattutto il primo tempo, davvero inguardabile. Nella ripresa, invece, soltanto una reazione nervosa ci ha permesso di ottenere un punto che ci fa rientrare in zona play-off. Non sono soddisfatto dei ragazzi, i quali stanno lavorando male e giocando peggio, non lottando come è giusto in questa categoria. La mia sensazione è che i ragazzi siano poco umili e spesso troppo slegati. La mia panchina è a rischio? La società può decidere quello che vuole, ma io non mollo e non mollerò mai. Dico solo che è da 5 anni che sono qui ed è vero che un momento così buio non lo abbiamo mai avuto. Forse siamo tutti abituati male. Non mi resta che dire di rimboccarci le maniche e andare avanti".

Salvatore Orifici