29-11-08 Dimissioni di Montana: la mia nomina ? vuota di reali contenuti

29-11-08 Dimissioni di Montana: la mia nomina ? vuota di reali contenuti

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di dimissioni al Sindaco Biagio Sciortino da consulente in materia di pari opportunità per tutti.

Egregio signor Sindaco,
con la presente Le comunico le mie dimissioni da suo consulente in materia di pari opportunità, in quanto ritengo con molta franchezza perfettamente inutile una tale nomina dal momento che, di fatto, già da tempo essa non viene resa operativa.


La mia decisione in particolare viene presa, in quanto attualmente della mia richiesta di esporre in sede comunale un albero di Natale rosa, che fosse un segnale di augurio per tutti gli emarginati o un modo per augurare a tutti senza alcuna discriminazione di sorta un Natale più roseo, non ho alcuna notizia.
E’ questo un fatto grave ? Ritengo proprio di sì dal momento che da circa dieci anni sempre in periodo natalizio si è esposto un albero rosa in sede comunale e che fino all’anno scorso Lei si è lasciato fotografare con il sottoscritto accanto al suddetto albero.

Lei comprenderà bene che
essendo io, contrariamente ad altri in questo Comune, un gay dichiarato ed un militante del movimento glbt, da sempre ho ritenuto importante un gesto, un segnale, una manifestazione pubblica da parte sua a sostegno di quanti ancora oggi sono emarginati e non solo per il loro orientamento sessuale.

In altri tempi ho ammirato sinceramente il suo coraggio per tutte le battaglie di civiltà da Lei intraprese a sostegno di chi ancora oggi a causa del pregiudizio viene discriminato. Ma oggi devo dire con sincerità che non vedo più in Lei questo coraggio, per cui lo stimavo.
Un eventuale rifiuto di esporre in sede comunale l’albero rosa, non può essere inteso dal sottoscritto che in senso negativo e come una palese manifestazione di razzismo. Proprio infatti nel periodo natalizio sarebbe assai grave non fare passare il messaggio di inclusione sociale che l’albero di Natale rosa si proponeva di rendere manifesto e di cui ho già parlato nella mia richiesta a Lei precedentemente inviata.

In questo clima pertanto di disagio in cui personalmente vengo a trovarmi, non posso non trovare vuota di reali contenuti la nomina che da Lei mi è stata conferita.
Costatando pertanto una sorta di involuzione nella politica delle pari opportunità da parte della sua Amministrazione rassegno le mie dimissioni da suo consulente in materia di pari opportunità per tutti.

Certo sono lontani i tempi in cui Lei nella passata Amministrazione da assessore firmava in delibera per l’istituzione comunale di un registro delle unioni civili anche per le coppie omosessuali, sono lontani i tempi in cui Lei da assessore alla Cultura firmava un manifesto per la Giornata contro l’omofobia, sono lontani i tempi in cui sempre da assessore, in prima persona, organizzava puntualmente ogni anno nella nostra città la Giornata mondiale della lotta all’aids.

Queste sono cose importanti che non si dimenticano, come non dimenticherò mai questa vergogna, quest’atto di intolleranza – di cui non io ma Lei è la prima vittima eccellente - da parte di un suo assessore, Filippo Maria Tripoli, che ha preteso l’espulsione dell’albero di Natale rosa dalla sua ormai quasi decennale sede istituzionale, in quanto, al di là della metafora, di colore palesemente gay.

Quanto infine alle priorità che avrebbe addotto l’assessore Tripoli per vietare l’albero rosa, la cui realizzazione non avrebbe comportato alcun costo in quanto già in dotazione di questa Amministrazione con tutti gli addobbi necessari, possiamo immaginare, al di là delle generiche motivazioni, quali esse siano : quelle del partito da cui Tripoli proviene, un partito di cui si parla molto bene nella rivista Il nuovo paese in questi giorni in edicola.
Certo Lei ha il sacrosanto diritto di fare della sua vita, del suo passato, della sua storia, della sua identità quello che vuole.
Lei in qualità di sindaco può oggi consegnare le Pari Opportunità all’opportunismo politico dell’UDC ed in particolare all’omofobia e all’oscurantismo di Filippo Tripoli, così come io in qualità di esponente storico del movimento gay italiano ho il diritto di dissociarmi pubblicamente da questa sua svolta, da questa sua decisione ed involuzione politica, preannunciando però che non resterò semplicemente a guardare ma che insieme ad altri amici e compagni di varie associazioni politiche omosessuali contesterò Lei, Filippo Maria Tripoli ed il vostro fasullo Natale all’insegna del più squallido e mielato conformismo di provincia.



Con osservanza
Piero Montana
esponente storico del Movimento  glbt italiano