Bagheresi sugli scudi, malgrado tutto e tutti

Bagheresi sugli scudi, malgrado tutto e tutti

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Se per Bagheria è un momento pessimo, con i rifiuti che sino a qualche giorno fa si ammassavano agli incroci, con i mezzi dei vigili a secco, con un comune senza bilancio

e senza risorse, con amministratori che guardano al proprio ombelico come al centro dell'universo, e una classe politica imbelle e incapace che non riesce a guardare ormai al di la del proprio naso, per i figli di questa terra è un momento magico e straordinario.
Tre donne, Anna Incerti, Germana Favognano, e Giuliana Di Liberto, tengono alto il nome di Bagheria in Italia e fuori d'Italia.

Anna Incerti che conquista una medaglia nella maratona degli europei di Barcellona, Germana Favognano che si sta imponendo ogni giorno di più come una voce fresca e originale nel difficile mondo della letteratura siciliana prima con il romanzo Balarm e adesso con un volume di racconti, Giuliana Di Liberto che sfonda al Festival "Universalsong" delle Canarie.

E la bellissima notizia di ieri è che Paolo Pintacuda ha vinto il premio Solinas per la migliore sceneggiatura da film originale, premio che, al di là del fatto economico, è uno dei più prestigiosi in Italia, gli aprirà le porte di una trasposizione cinematografica del suo lavoro.
E dietro non c'è affatto il vuoto: c'è una generazione di trentenni e quarantenni che, costretti dalle circostanze ad emigrare, stanno illustrando il nome di Bagheria nei vari campi della cultura, del lavoro, delle scienze, della musica, delle professioni, delle lettere e delle arti.

Non facciamo nomi per non dimenticarne qualcuno.

Qualche considerazione che andrà sviluppata: dietro il successo di queste persone c'è solo il sacrificio e il merito, non c'è né la politica né le raccomandazioni.
Li conosciamo tutti, e sappiamo del senso di solitudine che hanno attraversato nel vedere i loro sforzi non adeguatamente apprezzati e valorizzati, da una comunità sorda o disattenta, pronta però, come si suol dire, a "correre in soccorso del vincitore".

Nessuno di questi ha mai avuto incarichi e consulenze, né mai c'è da pensare ne avranno.
L'unica cosa che chiederebbero è che una città, intesa nelle sue molteplici articolazioni, troppo spesso disattenta quando vivono nell'anonimato, gli mettesse a disposizione strumenti e risorse per crescere.
Pensiamo ad Anna Incerti.
Da trenta anni a Bagheria e nel territorio, dalla Gargano a Zarcone, da Modica alla Incerti, abbiamo avuto grandi eccellenze nel mezzofondo di atletica.

Bene: ad oggi non esiste a Bagheria, anche se più volte promessa, una banalissima pista, non uno stadio, di atletica.
Quando debbono allenarsi su pista, da sempre gli atleti debbono andare a Palermo allo Stadio delle Palme , con grande dispendio di denaro, di energie e di tempo. Ma tant'è.

Adesso scopriremo e accoglieremo con "delegazione e picchetto", quei bagheresi che ci fanno onore e ci fanno inorgoglire quando li vediamo in tv, o di cui leggiamo i nomi o vediamo le foto sui giornali.
La speranza è che si capisca una buona volta, che i titoli da premiare debbono essere quelli legati alle capacità e al merito e non quelli legati alle fedeltà dei carrozzoni politici.
Ma sappiamo di parlare al vento.
Quanti voti porta Anna Incerti? È questa la domanda miserabile che si fanno i nostri eroi vecchi e nuovi della politica.