Confiscati beni per dieci milioni di Euro a Simone Castello

Confiscati beni per dieci milioni di Euro a Simone Castello

cronaca
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Era stato arrestato undici anni fa, Simone Castello, 60 anni,  imprenditore agricolo di Villabate, molto noto anche a Bagheria, (dove peraltro risiede), nell’ambiente delle cooperative che si occupavano di commercializzazione e trasformazione degli agrumi: l’operazione era stata denominata “Grande Oriente”, ed in quella occasione erano stati arrestati altri bagheresi, tra cui Pietro Lo Iacono che venivano considerati fiancheggiatori di Bernardo Provenzano, per avergli offerto ospitalità e avere partecipato a quella rete informativa fondata sui famigerati “pizzini”.



Non per niente il territorio tra Bagheria, Villabate e Belmonte, era una sorta di zona franca per il boss Provenzano, ci cui ora si dice, quello che già tutti pensavano e dicevano da anni, e cioè che avrebbe contribuito alla cattura di Totò Riina, per fermare la strategia stragista. di “cosa nostra”.

Il trinìbunale di Palermo, sezione misure di prevenzione, ha emesso un provvedimento di confisca di beni riconducibili alla piena e totale disponibilità del Castello, per un valore di 10.000.000 di Euro.

In particolare sono stati confiscati:
L’intero capitale sociale e beni aziendali delle società SALPA s.r.l., e GAIA s.r.l. con sede in Villabate che operavano nel settore della commercializzazione dei prodotti agricoli.

Un complesso immobiliare adibito a struttura per l’esercizio di attività commerciali e industriali, oltre a trenta appezzamenti di terreno di cui due edificabili, in alcuni dei quali ci sono fabbricati rurali, siti nei comuni di Bagheria, Villabate Vittoria, Comiso, e Chiaramonte Gulfi, oltre ad una villa a Bagheria.

A carico del Castello, il Tribunale ha disposto altresì, la misura della sorveglianza speciale per tre anni e sei mesi, con l’obbligo di soggiorno nel comune di residenza.