Pino Fricano prosciolto dall'accusa di concorso di mafia

Pino Fricano prosciolto dall'accusa di concorso di mafia

cronaca
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E' durata cinque anni l'indagine: alla fine il GIP Riccardo Ricciardi ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata dai p.m. Lia Sava e Nino Di Matteo,

per gli indagati della seconda tranche di un processo , quello per il centro commerciale di Villabate che aveva visto in un altro troncone di processo con altri imputati, 10 condanne per complessivi 73 anni di carcere.

In questo secondo troncone di indagine oltre a indagati eccellenti, l'ex presidente della Regione Totò Cufaro, e l'ex deputato regionale U.D.C. Giuseppe Acanto, per i quali è stata pure chiesta l'archiviazione, c'era anche l'ex sindaco di Bagheria Pino Fricano, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa.

La vicenda aveva avuto inizio nel 2005 con le dichiarazioni del pentito villabatese Francesco Campanella, che avevano lambito anche l'ex sindaco di Bagheria, che fu praticamente costretto nel marzo del 2006 alle dimissioni.

Adesso sono gli stessi P.M. che rendono ragione agli indagati della insussistenza di elementi che possano anche solo giustificare una richiesta  rinvio a giudizio.

Su Fricano pende ancora uaa indagine avviata qualche mese fa per abuso di ufficio per l'assunzione a termine (sei mesi) di due figure professionali, (allora inesistenti all'interno), del consorzio del Coinres.

UN  BREVE  COMMENTO  A  MARGINE:

L'indagine scaturita dalle rivelazioni di Campanella suscitò al tempo grande scalpore, anche perché, dopo il primo interrogatorio del novembre del 2005 e malgrado le sue reiterate affermazioni circa l'estraneità alla vicenda, Pino Fricano fu di fatto costretto alle dimissioni, mentre l'amministrazione comunale di Bagheria, anche sulla base di questa accusa rivelatasi inconsistente ma riportata sulla relazione di accesso disposta allora dal Prefetto, rischiò lo scioglimento.

Certo cinque anni sono tanti, troppi per chi ha dovuto subire l'onta e le conseguenze politiche di un'accusa così infamante: comunque le conclusioni di una giustizia sia pure lenta dovrebbero fare riflettere quanti, con troppa superficialità, hanno tentato di strumentalizzare questa vicenda per fare propaganda di partito.  REDAZIONE   Bnews

 

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