Ed ora si guardi ai problemi della citt

Ed ora si guardi ai problemi della citt

Politica
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Ci sono tante chiavi di lettura nella vicenda politica appena conclusasi, e storie politiche e personali che si intrecciano e si confondono. Via via il tempo e le circostanze ne faranno riemergere qualcuna ed è allora che ne parleremo.

Il nostro compito di oggi è di capire quale immagine e quale lezione consegnare all’immaginario e alla memoria nostri e dei nostri lettori di questo passaggio politico, che negli ultimi confusi e convulsi momenti stava assumendo toni da farsa.

Partiamo come è giusto che sia, dalla fine. A conclusione di un confronto e di una discussione, su chi e su cosa possiamo solo immaginarlo, l’U.D.C. partito di opposizione, che nelle ultime consultazioni comunali aveva sostenuto il candidato del centro destra, Vincenzo Gargano, ora appoggia con tre assessori in giunta il sindaco Biagio Sciortino; ed assieme ai quattro consiglieri di Bagheria democratica e Bagheria popolare e ad un indipendente di sinistra, mettono assieme una maggioranza di 16 consiglieri.

Restano fuori come saprete Sinistra Democratica, un abbozzo di P.D.L, quello che resta di A.N.ed F.I. dopo le solite transumanze, e frammenti di raggruppamenti civici. Il bilancio ufficiale dice anche: tre assessori al Partito Democratico, tre all’ U.D.C. e uno ciascuno ai raggruppamenti Bagheria popolare e Bagheria Democratica. L’accordo conterrebbe anche il nome per la presidenza del consiglio, Daniele Vella del P.D.

Passiamo ora al programma della nuova giunta: non lo diciamo certo per partito preso, ma non saranno certo le due paginette messe assieme sul tema “Il bene comune innanzitutto” che lasceranno il segno. Perchè dentro c’è tutto l’alfabeto. A partire è ovvio, dalla A di antimafia e di ATO rifiuti alla L di legalità, dalla P di programmazione alla T di trasparenza sino alla V di vivibilità, per chiudere con la S di sanità, alla cui voce arrivati, gli estensori del documento, evidentemente stremati dalla fatica, sintetizzano in maniera lapidaria: “realizzazione casa della salute”. Così, in un “fiat”; come se si trattasse di prendere una pastiglia. Cosa pensare? Certo! E perché no?

Basterebbe realizzare nei prossimi tre anni, anche molto meno del 5% delle enunciazioni contenute nel programma per fare di Bagheria una delle città meglio amministrate d’Italia e proiettarla in uno scenario europeo. Da tempo abbiamo smesso di credere che per amministrare bene una città contino le sigle, i simboli e il programma: contano gli uomini e le loro qualità umane , professionali e politiche, ed il lavoro che riescono a fare, a destra come a sinistra.

E questo Biagio Sciortino, e meglio di lui i bagheresi, lo sanno bene. Perchè per due anni e più hanno potuto constatare come almeno la metà della squadra messa in campo ha dimostrato non solo scadenti capacità politiche ma anche scarsa voglia (o incapacità vera e propria) di lavorare per la collettività.

Una delle affermazioni, che condividiamo tra quelle fatte dal Sindaco nella conferenza stampa di venerdì scorso a Villa Cattolica, è quella secondo cui tutti gli assessori dovranno lavorare a tempo pieno per il compito che hanno avuto affidato e per il quale vengono retribuiti.

Non dovrà più esistere, come talvolta accadeva sinora, che a qualche assessore si dovevano portare le pratiche da firmare non negli uffici comunali, come sarebbe stato giusto, ma presso studi, ambulatori e uffici dove svolgevano la propria attività privata; oppure continuare a tollerare la pervicace latitanza dal consiglio comunale e dalle giunte di assessori che brillavano solo per la loro assenza, troppo presi dai loro impegni di lavoro personali.

Per il resto quali immagini consegnare alla piccola memoria della nostra comunità?

Forse il “tormentone” di Biagio Sciortino che sistematicamente rinviava da un mese all’altro, da una settimana all’altra, da un giorno all’altro e da un’ora all’altra la presentazione della nuova giunta? O forse l’atmosfera surreale da commedia dell’assurdo di un sindaco che in un saletta proclamava candidamente ai presenti che mai era esistito nelle trattative un problema di assessori o di deleghe, che mai vi era stato durante le trattative un conflitto per il potere, mentre nella stanza accanto i “maggiorenti” dell’U.D.C. riuniti ricevevano e trasmettevano veri e propri “diktat” del tipo: “se non ci date le attività produttive rompiamo anche ora e salta tutto"?

O gli ormai sistematici e ripetuti scivoloni istituzionali, con risvolti anche grotteschi, di un sindaco che si scorda di una legge regionale che gli conferisce il potere di nomina e di revoca degli assessori proprio per svincolarlo dalle imposizioni e dai ricatti dei partiti; e che invece fa leggere i nomi degli assessori dell’U.D.C. ad un privato cittadino (Beppe Notaro, segretario dell’U.D.C) che non ha nessun titolo istituzionale per nominare o anche solo leggere i nomi degli assessori?

O vedere un sindaco che di fronte alla stampa e al pubblico, con molto garbo e sussiego abdicare “coram populo” a questa sua fondamentale prerogativa senza che nessuno tra i “politici” presenti gli dia di gomito o magari lo richiami ai suoi compiti e doveri di primo cittadino anche solo con una battuta, e gli faccia intendere quale “frittata politica” dal punto di vista della forma e della sostanza stia confezionando, dichiarandosi “di fatto” ostaggio dei partiti? Scegliete voi.

Detto questo però, ci sentiamo di raccomandare ai nuovi assessori di mettersi ora alle spalle le polemiche e il tempo perso e di mettersi a lavorare sul serio. Sappiamo bene, che nessun partito ha la bacchetta magica, ma ci dobbiamo aspettare quantomeno una maggiore concretezza e incisività nell’azione politica, maggiore impegno, capacità e competenza nell’affrontare i problemi,una maggiore trasparenza nell’azione amministrativa.

Noi che siamo degli ottimisti inguaribili speriamo veramente che ci si metta ad amministrare sul serio dopo questi due anni di chiacchiere, sciatteria, approssimazione e confusione, e che si affrontino finalmente i nodi veri. Veramente, non vorremmo, che come talvolta avviene nella cronaca, il naufrago che chiede aiuto trascini al fondo anche il salvatore.

Ed è una ipotesi che non ci auguriamo affatto, anche perché a fondo non andrebbero solo Biagio Sciortino e chi lo sostiene, ma quello che resta dei nostri modesti sogni di vedere una Bagheria semplicemente più pulita , più ordinata, più civile. E a questi piccoli sogni né noi né i bagheresi intendiamo rinunciare.Per questo facciamo alla nuova giunta un augurio di buon lavoro.


PDF - Programma della nuova giunta

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