Comincia a prendere forma la nuova giunta Sciortino

Comincia a prendere forma la nuova giunta Sciortino

Politica
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Altre quarantottore prima di scrivere la parola fine al terzo “tagliando” della giunta Sciortino. Ancora una volta la parola passa al Partito Democratico, che giovedì, forse, farà l’ultimo inutile tentativo per mettere assieme i cocci di una rottura insanabile, che produrrà guasti profondi.

Non sarà facile per il Partito Democratico e per Bagheria ripartire dalle macerie politiche che si sono accumulate in queste settimane: un patrimonio politico arricchito dalla partecipazioni alle ultime primarie che ormai viene irrimediabilmente eroso da una divisione dei gruppi dirigenti, nazionale, regionale e locale, che non lasciano presagire nulla di buono.
Di chi le responsabilità ? Non sta a noi dare giudizi.
Si confrontano due linee politiche, entrambe convinte di fare il bene del partito.Partito, che a ben vedere, sarebbe stato meglio non fare.
Saranno gli eventi futuri a dire, se lo diranno, chi aveva ragione, o per meglio dire chi aveva un po’ più di ragione dell’altro.
Ma ci sarà tempo e modo per parlarne.

Intanto le strade tra i due schieramenti sembrano ormai dividersi irrimediabilmente: i quattro, Amato, Chiello, Di Bernardo, Maggiore, sostenute dal segretario cittadino Speciale, dal coordinatore provinciale Passarello e in parte dagli assessori uscenti, vedevano nel congresso il momento per una riflessione complessiva sulla esperienza di governo recente e meno recente.
Quindi demandare al congresso le scelte future e decisive, congelando la situazione sino a quel momento.
Un congresso che avrebbe potuto aprire una prospettiva radicalmente nuova rispetto alle scelte del partito degli ultimi anni.

Biagio ha rotto gli indugi azzerando la squadra, il gruppo dei tre ha rivendicato la responsabilità e il valore di una esperienza di governo, ed ha deciso malgrado tutto di mettere qualche rattoppo e di continuare a puntare su Sciortino.
Quarantottore il tempo dato dal sindaco ai partiti per avere una risposta definitiva alle proposte che ha presentato nell’incontro di martedì pomeriggio, e che gli possa consentire di presentare la nuova giunta, già sabato, in una conferenza stampa.
Due gli scenari che si aprono dopo la riunione di martedì e quella, ancora da definire del P.D. che si dovrebbe tenere giovedì sera.

Lo scenario più probabile è quello che vedrà il gruppo dei quattro separarsi in casa , andando a formare un gruppo autonomo che si collocherebbe all’opposizione della giunta guidata da Sciortino.

Anche perché le loro richieste sono state nei fatti considerate irricevibili: conferma dei tre assessori uscenti, affrontare il rebus del congresso, e mandare al’opposizione la parte del partito, giudicata più leale verso la maggioranza, è stato considerato da Sciortino un salto nel buio.
Meglio i tre allora, ed è in questa direzione che stanno andando le cose. Il che assieme alla redistribuzione delle deleghe dovrebbe lasciare quasi tutti felici e contenti.

Ed andiamo a queste benedette deleghe.

L’U.D.C., si attesterebbe sui tre assessori riconfermati, Sardina, Di Stefano, Tripoli, ma dovrebbe lasciare la “polpa” del Lavori pubblici, avendone in concambio il Bilancio, anche questo assessorato di peso, per Gino Di Stefano, a meno di una impuntatura dell'U.D.C. che lascerebbe le cose immutate.
Probabile la conferma di Filippo Tripoli, che ha ben lavorato, alle politiche sociali, e di Sardina al decentramento, alle politiche del mare, oltre al personale ed alla sua formazione e all’E-governement.

Dai Lavori pubblici, cui resterebbero le deleghe sulla Mobilità urbana, il Patrimonio, la Protezione civile e le Manutenzioni, verrebbe comunque “scorporata” la delega della Attività produttive, che assieme alle attività commerciali, alle politiche ambientali e sanitarie costituirebbe un nuovo “corpus” di deleghe assessoriali.
In corsa per questi assessorati Nino Mineo e la new entry Gianfranco Ingrassia.

Al Partito Democratico, fortemente ridimensionato, andrebbero l’Urbanistica , che manterrebbe l’arredo urbano e il verde, ma perderebbe la delega sui Beni confiscati, ed in cui verrebbe riconfermato Pietro Pagano, e l’assessore ai Beni e alle politiche culturali, la pubblica istruzione, i beni confiscati: ed è più probabile a questo punto che l’assessore possa essere Eustachio Cilea piuttosto che Enzo Gulli, la cui lunga esperienza politica e capacità dialettica vengono considerati più utili in un consiglio che sarà molto più aggressivo rispetto al passato nei confronti della maggioranza.

Verrebbe lanciato così in consiglio Salvo Ferrara, primo dei non eletti dell’allora lista della Margherita alle ultime elezioni amministrative del 2006.
Resta un assessore da assegnare: potrebbe a questo punto, visto la defezione dei quattro, rientrare in pista Gianluca Rizzo, o Biagio Sciortino potrebbe mantenere le deleghe non assegnate o chiedere di potere nominare un assessore di sua fiducia, fermo restando che già tratterrà per sé le deleghe delle Politiche di sviluppo e della Polizia Urbana.

La maggioranza? Sulla carta c’è.

I sette consiglieri dell’U.D.C., i tre del Partito Democratico, e poi sotto diverse e variopinte sigle e aggregazioni Mimmo Di Stefano, Ciro Viscuso, Nicola Cirano, Giusy Coniglio, Antonio Prestigiacomo, forse Caterina Vigilia, e poi, strada facendo, si potrà sempre trovare qualche consigliere pronto a correre in soccorso del vincitore.
Ad maiora.