Chi vincerà l'ormai solito (e finto) braccio di ferro?

Chi vincerà l'ormai solito (e finto) braccio di ferro?

Politica
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Archiviata, almeno per ora, la vicenda stadio-Alfano, che presenta però ancora aspetti poco chiari e passaggi oggi aggrovigliati che il tempo si incaricherà di dipanare, e le cui conseguenze forse pagheremo più in là, rimane nella gente comune

quella confusa sensazione che in questo apese tutto ormai si confonda e che tutto sia strumentale ed ambiguo.

Ma soprattutto si stenta a discernere su quale possa essere l’alternativa a questo andazzo politico.
Sembra tutto immerso in una sorta di nebbia o di melassa che impania tutti, e che dietro i bla-bla-bla di cui pure la politica si nutre non c’è più alcuna passione, né si riconosce più una identità.
Certo il dialogo, talvolta il compromesso tra maggioranza e opposizione sono giusti e inevitabili.
E’ doveroso che su questioni importanti si realizzi un consenso che vada al di là di gruppi o schieramenti.
Però deve essere chiara, soprattutto per chi guarda da fuori, la distinzione tra chi governa o amministra e chi porta avanti un progetto alternativo.

E questo progetto e queste forze alternative in consiglio e nella società non emergono, perché molto spesso le alleanze e gli avvicinamenti, gli scontri e le contrapposizioni nascono e si nutrono di problemi di potere e di sottopotere e non sono più conseguenza di opinioni, idee e progetti diversi.

Se si offusca questa distinzione, e la dialettica e il confronto politico diventano vuote chiacchiere, anche la fiducia dell’elettorato e dei cittadini viene meno.
Non è alternativa il centrodestra, che stenta, pur avendo anche uomini validi, a selezionare una classe dirigente all'altezza; non lo è la sinistra radicale, in quanto la memoria del recente governo ne rende poco credibile una opposizione dura.

La domanda che i più avvertiti si sono da tempo posti, è una domanda semplice: Come mai il centro destra che pure nel paese è maggioranza politica schiacciante (almeno i due terzi dell’elettorato negli ultimi anni e in tutte le elezioni danno il loro voto ai partiti del centrodestra ) non riesce ad eleggere il sindaco, e soprattutto non riesce, ed è questo il vero problema a costruire, nel periodo in cui ha governato il centrosinistra, e a fare emergere una alternativa appena appena credibile?

Il prezzo che paghiamo è la sfiducia e la disaffezione dalla politica: ormai da lustri i partiti non fanno più una assemblea di iscritti o di cittadini, non sollevano un problema serio che sia uno, non tentano neanche una mobilitazione attorno alle questioni che più urgono. Tutto si risolve e si chiude dentro il momento istituzionale o informativo: punto e basta.

Per intanto la politica nostrana vive di piccole e occasionali polemiche: dalla mancata elezione del presidente della II Commissione, quella che si occupa delle questioni finanziarie alla eterna verifica, che si trascina come sempre e come tutto.
Nella seconda Commissione la maggioranza è “forte” (si fa per dire) di ben sei consiglieri su nove.
Però su nove componenti sono almeno tre quelli che vogliono fare il Presidente.

Risultato? Da settimane e settimane tutto fermo; quasi sempre viene fatto mancare il numero legale anche da parte di consiglieri presenti che fanno mettere a verbale dalla segreteria della Commissione che si stanno allontanando dall’aula.
Sarebbe interessante sapere se per queste sedute a vuoto i consiglieri prendono il fatidico gettone.
A occhio parrebbe di sì.

L’altra questione, è la cosiddetta “verifica”, per i mal di pancia di tre consiglieri; un duro documento presentato in consiglio, sembra un cataclisma: la crisi, la sfiducia, punto e a capo.
Poi il sindaco con la sua tecnica tutta andreottiana, perde tempo, rinvia, sminuzza, minimizza, rassicura, tranquillizza, incoraggia, anche perché il governo della città non si ferma, e le carte continuano a girare e le decisioni, condivise o contestate, giuste o sbagliate, sindaco e giunta continuano a prenderle.

E la domanda che ci facciamo adesso è: “Ma quando (e se) arriverà il nostro Barak Obama?"

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