Una serata da ricordare

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Lo splendido colpo d'occhio della folla nell'atrio del Palazzo Butera illuminato ha avuto subito ragione sulle polemiche della vigilia: i posti a sedere sono circa seicento, entrano pertanto tutti quelli che avevano voglia di esserci e serve a poco il maxischermo sistemato nel cortile ovest del Palazzo.

Lo splendore del 'Palazzo Butera', definito tale, anche se l'iniziatore dell'opera nel 1658, Giuseppe Branciforti, principe di Pietraperzìa, conte di Raccuia e di Mazzarino, ecc...principe di Butera non lo divenne mai, assieme alla folla e alla presenza di tante facce note oltre il coro delle voci bianche del Teatro Massimo, mettono subito nel dimenticatoio le polemiche della vigilia.

Sono oltre settecento i presenti,  una decina le troupe televisive ed altrettanti i fotografi.

A vincere sono quindi le ragioni del cuore, di un legame umorale e profondo che continua reciprocamente a legare Tornatore con la sua Baarìa e con i baarioti: è rimasto immutato il rapporto con la sua terra, anche se a gennaio, come ricorda lui stesso, saranno trenta anni che è andato via.

Sembrava che inseguisse una chimera, e malgrado quando andò via avesse già dato tante prove del suo straordinario talento, nessuno avrebbe potuto pensare che sarebbe arrivato così lontano e così in alto, il ragazzo partito da Bagheria non ancora trentenne.

altIl regista premio Oscar, Giuseppe Tornatore è, diciamolo senza mezzi termini,  in questa fase storica, il riferimento più alto dell'arte cinematografica in Italia, ed è tra i registi più apprezzati in Europa e nel mondo.

Eppure Peppuccio è sempre lui, malgrado la terza laurea 'honoris causa' in Scienze filosofiche che gli viene conferita a Palermo, con un 'Lectio magistralis' sulla nozione di tempo che ha suggestionato e affascinato i presenti;  è sempre lui con  la cascata di Nastri d'argento e di Davide di Donatello che raccoglie la sua arte, La migliore offerta in questo caso; è sempre lui, riconoscente soprattutto con quella terra in cui, come è avvenuto  per Guttuso, Buttitta e Scianna ha trovato il fertile humus per la sua creatività artistica.

Artista è chi semplifica e sintetizza in una foto, in una poesia, in una composizione, nei fotogrammi di un film, sedimenti secolari di cultura e di storia, sentimenti primordiali nati con l'uomo, e che sono in grado di suscitare emozioni forti e partecipi.

Tornatore in più è grande artista- artigiano, memore di quell'insegnamento di Renato Guttuso, che notando il suo imbarazzo e anche un pò di vergogna agli inizi palermitani della sua carriera, per dover portare da sè, lui, regista e intervistatore di Rai 3,  anche il treppiedi della telecamera per potere realizzare una intervista con il maestro, gli disse: 'Peppuccio, sai perchè sono diventato artista importante e stimato?'

Perchè ? chiese Peppuccio

'Perchè nel dipingere quello che magari verrà giudicato un capolavoro metto lo stesso impegno che nel pitturare una porta o una persiana'. spiegò Guttuso.

Grande lezione di modestia e di professionalità.

altParliamo della serata e dei presenti: ineccepibile l'organizzazione (l'unico neo a voler essere pignoli è stato il mancato invito agli ex sindaci) per la presenza massiccia delle associazioni della Protezione civile e del lavoro instancabile degli agenti di Polizia municipale, coordinati sul campo dal tenente Salvo Bartolone.E poi le autorità 'militari' : Luca Salvemini, il dirigente del Commissariato di P.S. di Bagheria, il capitano Davide Lazari, comandante della Tenenza della G.d.F., il maresciallo Ettore Saladino, comandante della stazione dei CC. ed il comandante della Polizia municipale Costantino Di Salvo; e quelle religiose, padre Filippo Custode, parroco della Chiesa del S.Sepolcro.

Tante le presenze di persone note: a cominciare dal Commissario straordinario del teatro Massimo di Palermo Fabio Carapezza Guttuso che ha offerto la serata, dell'assessore regionale Nelli Scilabra, del rettore magnifico dell'Università di Palermo Roberto Lagalla, dei docenti universitari Natale TedescoFrancesco Lo Piparo, e Tommasino del L.U.M.

Poi la schiera dei politici regionali: Nino Dina, Giovanni Di Giacinto, Antonello Cracolici, il deputato del PD Francesco Ribaudo oltre ai sindaci di Casteldaccia e Ficarazzi, Fabio Spatafora e Paolo Martorana.

Per i bagheresi oltre al sindaco Vincenzo Lo Meo, ci sono il presidente del consiglio Caterina Vigilia e gli assessori Massimo Mineo, Antonio Scaduto e Dora Favatella Lo Cascio, che è stata il deus ex machina di questa serata, che oltre a rendere omaggio a Tornatore aveva un'altra finalità non secondaria, e cioè celebrare il ritorno della civica amministrazione a Palazzo Butera.

Per questo obiettivo aveva speso fiato e passione lo scomparso on. Giuseppe Speciale, come Lo Meo ha giustamente ricordato, una persona  che sin dagli anni '80, allorchè il comune ricomprò i 3/5 della Certosa, si battè perchè la civica rappresentaza tornasse ad avere sede in quello che per Bagheria può essere considerato il vero Palazzo di città.

altPrima del coro, che rappresenterà il clou della serata, è Marina Mancini, responsabile dell'Ufficio Stampa a fare, per l'amministrazione, gli onori di casa, dando la parola in rapida succesione al sindaco, all'assessore Scilabra, a Carapezza Guttuso, al Rettore magnifico e in chiusura al protagonista della serata Peppuccio Tornatore.

Tutti interventi estremamente contenuti e con qualche venatura di umorismo, allorchè il sindaco Lo Meo, che era compagno di classe di Peppuccio, ne rievoca le performance non proprio strabilianti nella grammatica e nella sintassi  di latino e greco, cui facevano però da contraltare una passione e una competenza spiccata per la storia della letteratura, italiana soprattutto.

Ironia apprezzata dal regista che ribatte che proprio una schiappa non era, anzi, e conferma, a condizioni, la battuta di Lo Meo, perchè  brillava appunto nella storia della letteratura. Ringrazia i bagheresi, ringrazia le autorità, ringrazia  il professor Franco Lo Piparo autore di una  laudatio, in sede di consegna della laurea honoris causa che ha intrigato  e coinvolto, oltre che il pubblico presente a Palazzo Steri, lo stesso regista chiaramente lusingato dalle chiavi di lettura filosofiche fatta dei film di Tornatore.

Poi la parola passa alle voci bianche.