Guttuso: l'imperatore che frequentò i potenti e non si dimenticò degli ultimi- di Ezio Pagano

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A Bagheria, nella sontuosa Villa Palagonia, è stato presentato il libro “Idealismo e opportunismo della cultura italiana 1943-1948”.


Quello che colpisce in questo libro è la lucida analisi dei personaggi illustri, protagonisti della scena culturale italiana tra il 1943 e il 1948. Tra questi Renato Guttuso e Palmiro Togliatti sono i più ingombranti e per questo si sono meritati la copertina del libro. Utilizzo l’espressione lucida analisi per sottolineare la franchezza con la quale l’autore Alessandro Masi e il relatore Franco Lo Piparo hanno detto di Guttuso, senza ricorrere al fantasma dell’opportunismo che nel tempo ha creato un modello di personaggio che non corrisponde alla realtà.
Il motivo per il quale continuo a insistere sui lati opachi della vita e dell’opera di Guttuso, è la mia ostinata convinzione che la storia del Maestro se raccontata in filigrana ci restituisce un mito. Ad esempio, un fatto che potrebbe avere risvolti positivi è l’elevata produzione di quadri fatta anche di molti dipinti prevalentemente commerciali, che, senza il filtro dell’ideologia si può dire che li ha dipinti solo per far cassa, ovvero per mantenere il suo “impero”.
Dal 18 gennaio 1987 Guttuso ci ha lasciato, e adesso non ha più un “impero” da mantenere: una moglie marchesa alla quale garantiva un modus vivendi nobiliare, un’amante contessa alla quale sodisfò ogni suo esclusivo capriccio, e ancora, un apparato umano di predatori che gli gravitavano intorno come a pochi altri. Per questo penso sia arrivato il tempo per una disamina dell’opera e del privato, e sono certo che da questa emergerà un grande artista e un vero mito.

“Idealismo e opportunismo” è stato presentato nella Bagheria di Guttuso il 21 giugno. Con l’autore c’erano Franco Lo Piparo, Marina Giordano e Domenica Perrone.

ezio pagano e renato guttuso