Tutti a casa i sindaci del Coinres? Potrebbe succedere

Tutti a casa i sindaci del Coinres? Potrebbe succedere

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E’ incomprensibile il compiacimento con cui ci pare, stando ad alcune dichiarazioni, sia stato accolto dai sindaci del Coinres il decreto di nomina dei commissari

che hanno compiti di gestione e di accertamento sulle attività svolte dal management del Consorzio rifiuti e dagli amministratori dei comuni che ne fanno parte.

 

Una lettura appena attenta del decreto, a cui hanno fatto eco quasi nella stessa giornata le dichiarazioni del Procuratore generale della Corte dei conti, dott. Guido Carlino, proprio sul Coinres , lascia chiaramente intendere che non possono affatto  dormire sonni tranquilli i sindaci dei ventidue comuni della società consortile, anche perché l’articolo 2 dell’ordinanza lascia trasparire senza mezzi termini, dove si potrà andare a parare.
 

Ma guardiamo ai contenuti dell'ordinanza
 

Dopo una serie di richiami e di riferimenti normativi, c'è la precisazione niente affatto casuale, che il Coinres, Consorzio obbligatorio costituito da ventidue comuni della Provincia di Palermo e la Provincia stessa, risulta avere natura giuridica di Ente Pubblico territoriale, (per le refluenze che questa affermazione potrà avere nella determinazioni dei commissari che verranno nominati), si passa ad elencare i compiti dei quattro componenti del gruppo interistituzionale, come viene definito.
 

E’ qualcosa di più e di diverso di un commissariamento “sic et simpliciter”, che dai sindaci, crediamo erroneamente e con  molta superficialità, è stato visto come un qualcosa che toglierà di mezzo le gatte a pelare e metterà le cose a posto, attingendo alle risorse di mamma Regione.

Niente di più sbagliato.

Intanto la composizione del gruppo che viene definita all’articolo 1, non un commissario, ma ben quattro commissari: un componente dell’ARRA, agenzia acqua e rifiuti, uno del Dipartimento delle autonomie locali, uno del Dipartimento bilancio e ragioneria generale, ed un funzionario della Prefettura..
 

All’articolo 2 vengono riportati gli adempimenti e accertamenti cui dovranno attendere questi quattro commissari, e ne richiamiamo alcuni:
- gestione, nel quadro dei contratti esistenti del servizio, compreso ogni attività relativa allo smaltimento in discarica;
- modalità di utilizzazione dei lavoratori del consorzio con riferimento alla vigente normativa in materia di assunzione di personale nelle pubbliche amministrazioni
- valutazione del livello impositivo applicato e sua eventuale integrazione
- intervento sui bilanci delle amministrazioni comunali, al fine di garantire la copertura dei costi nei termini previsti dalla legge regionale n.19/2005 e sue modifiche ed integrazioni.

- La verifica degli adempimenti inerenti alla riscossione tributaria e alla copertura dei costi del servizio, nei termini definiti dalla Corte dei conti Sez. Controllo Campania n.40/2009

Questo senza tanti giri di parole vuol dire che i commissari potranno "aggiornare" la TARSU ai costi reali del servizio intervenendo sui bilanci dei comuni consorziati.
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Ma sono gli ultimi cinque punti che sono una autentica bomba ad orologeria sotto la poltrona di sindaci, assessori e consiglieri.
- Difatti così prosegue l’art. 2 dell’ Ordinanza del presidente della regione, nel definire i compiti dei commissari:


- la verifica degli adempimenti inerenti alla riscossione tributaria ed alla copertura dei costi del servizio
- La verifica dell’eventuale mancata approvazione del bilancio dell’ATO PA4 Coinres e consequenziale irregolare approvazione dei bilanci comunali in difformità delle prescrizioni del comma 1, lett.b dell’articolo 172 del decr Legisl. N.267/2000 ( tale comma prevede che debbano far parte integrante dei bilanci dei comuni, i conti o i rendiconti delle unioni di comuni, di consorzi ecc…di cui il comune fa parte, nel nostro caso si tratta dei bilanci del Coinres, che, sia detto per inciso non vengono approvati dal 2007)
- La verifica della eventuale mancata deliberazione di cui al comma 1, lett.b dell’art. 194 sempre del Decreto legislativo n.267/2000 ( che fa obbligo ai comuni di riconoscere come debiti fuori bilancio le perdite certificate di unione di comuni, consorzi ecc dei quali il comune faccia parte)
- L’accertamento volto a identificare cause e responsabilità di quella che appare essere, a tutti gli effetti, una interruzione di pubblico servizio.
- In esito alla predetta attività accertativa- conclude l’art. 2 del decreto- verrà predisposta relazione con la quale il gruppo interistituzionale riferirà in ordine alla sussistenza o meno di gravi e reiterate violazioni di legge che possano dar luogo all’adozione di provvedimenti decadenziali nei confronti di chi si sia reso eventualmente responsabile delle predette violazioni..
E cioè, sindaci, assessori o consiglieri, oltre che management del Coinres.
Non crediamo che, di fronte ad una ordinanza così formulata ci siano da fare salti di gioia, perché i nodi stanno venendo al pettine.