Personal branding: quando personalità e professionalità vanno di pari passo!

cultura
Typography

Curare la propria immagine dentro e fuori i social è oggi funzionale alla promozione dell’attività professionale. Cerchiamo di scoprire perché e come far combaciare le due cose.

Certamente sono lontani i tempi in cui ci rivolgevamo alle aziende per una qualsiasi esigenza senza sapere chi avessimo di fronte. Oggi piccole, medie e grandi imprese sono rintracciabili quasi sempre con una rapida ricerca su Google. Non solo troviamo la locazione e le caratteristiche essenziali concernenti i servizi offerti, ma il più delle volte anche un sito correlato che funziona da e-commerce, nonché le credenziali sul direttore del marchio.
Realizzare uno spazio virtuale in cui inserire il proprio marchio è, infatti, solo il primo passo per promuovere quest’ultimo. Infatti, l’altra procedura indispensabile oggi è fare in modo che il gestore dell’azienda, ed eventualmente anche il team che ne fa parte, sia esso stesso facilmente riconoscibile e reperibile sul web. Per questo è importante curare la propria “immagine” virtuale, che deve essere trasparente e chiara così come i servizi che si intende proporre.
Spesso proprio in conformità con questo proposito, si dà l’opportunità agli acquirenti di lasciare un feedback sull’esperienza di acquisto effettuata. La procedura in questione è utilissima soprattutto per i più diffidenti, che in tal modo si sentono più fiduciosi nei confronti dell’ente che eroga il servizio.
Pertanto, può essere una buona mossa anche creare un profilo su Linkedin, il social network che nasce proprio per agevolare lo sviluppo dell’identità professionale. Anche curare la propria immagine su altri social, come Facebook, più immediati e famosi per la facilità con cui è possibile connettersi con gli altri, è un ottimo modo per rendere note ai clienti le proprie competenze.
Va detto, però, che affinché il marchio e il dirigente ne giovino, è necessario che vi sia una certa coerenza tra l’immagine presentata online e quella riscontrabile nella realtà. L’attenzione riservata alla rappresentazione virtuale non deve, cioè, in alcun modo portare il professionista a trascurare il luogo fisico in cui si svolgono le attività di compra-vendita.
Al feedback virtuale si affianca, infatti, il passaparola reale. Senza considerare, inoltre, il ricorso al biglietto da visita, che racchiude tutte le informazioni necessarie che riguardano l’azienda. Questi ultimi oggi sono anche personalizzabili con effetti a rilievo che qualche anno fa erano difficili da reperire e si sa che, per praticità e dimensione, possono tornare utili in caso di emergenza o mancata connessione.
In definitiva, la presenza sul web e quella nel mondo fisico dell’ente e di chi ne fa le veci devono senz’altro andare di pari passo, pena il rischio di perdere una fetta consistente della propria clientela.