ll territorio di Bagheria, dunque, alla metà del 1600 era suddiviso fra una miriade di proprietari, nobili e borghesi.
Il latifondo, ancora presente nel ‘400 e nel ‘500 quando i nobili Campo e il pretore di Palermo, Pietro Speciale, coltivano la canna da zucchero nei loro estesissimi possedimenti di Ficarazzi e Bagheria, era ormai scomparso.
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