Un "tranquillo" sabato di paura

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Che il sabato sera la vita notturna bagherese non offra granchè ai giovani, sembra ormai un tormentone trito e ritrito; ma resta comunque una realtà difficilmente confutabile. Al sabato i ragazzi, senza la tegola dei compiti, affollano già dal tardo pomeriggio i marciapiedi della zona del bar Don Gino e quelli del palazzo di fronte. Alcuni gruppi di giovani adolescenti, più o meno numerosi, stazionano sempre negli stessi posti per poi con il tempo affezionarsi ai loro piccoli angoli di marciapiede, tanto da lasciare qua e là sui muri "epigrafi", si fa per dire, delle loro gesta quotidiane.

Altri gruppetti, formati per lo più da vivaci ragazzine, cresciute con le bambole Brats o Winx, e non più con Ciccio bello o Barbie come succedeva una volta, vanno a zonzo in una specie di ronda infinita intorno al quartiere, senza una meta nè uno scopo precisi. Alla sera, per chi non vuole, o non può permettersi il cinema o una pizza, le alternative restano poche, e purtroppo, e non si tratta assolutamente di retorica: sempre più frequente è il ricorso all'uso e abuso di alcool, liberamente venduto a tutti.


La serata comincia ad animarsi più o meno dalle 22, quando, dai quartieri popolari, curiosi personaggi in sella ai loro motorini, dopo aver fatto il pieno di benzina, e non solo, al bar Agip di Via Bagnera; inondano la zona iniziale di Via Dante muovendosi a sciami e impedendo la normale circolazione delle auto con improbabili soste o posteggi al centro della carreggiata, inveendo contro i guidatori ed infastidendo i passanti o chiunque gli capiti a tiro, senza discriminazione per età o sesso. E ahimè, poichè il più delle volte bevuti, autori di comportamenti criminali che stupiscono per l'età dei protagonisti e le modalità plateali e violente con cui li mettono in pratica.


Tanti gli episodi di violenza gratuita ed ingiustificata accaduti a Bagheria, l'ultimo sabato scorso, iniziato con una scazzottata da parte di alcuni facinorosi ubriachi ai danni di un gruppo di giovani, (che per sfuggire alla minaccia dei coltelli hanno trovato riparo nel vicino bar), è finito con l'arresto di un maggiorenne e la denuncia di un diciassettenne.
Ma se ne potrebbero citare tanti altri, diversi forse nella dinamica, ma tutti accomunati dal forte disagio sociale e dall' ubriachezza dei protagonisti, e sullo sfondo la mancanza di adeguate strutture per l'aggregazione e lo svago dei giovani e il controllo forse troppo lasco sul territorio da parte delle forze di sicurezza. Certo bisogna rendersi conto che in qualsiasi luogo affollato da gente può scattare lo screzio, la discussione più o meno animata, persino la rissa. Basti pensare alle frequenti liti, a volte dai risvolti tragici, che scaturiscono da piccoli tamponamenti automobilistici.


E mentre le grandi città Italiane scoprono e difficoltosamente fronteggiano nuove piaghe sociali quali baby gang, bullismo in classe e diffusione di alcool e droga tra i giovanissimi, Bagheria, aspirante tale, dovrebbe già pensare ad estirpare le cause genitrici di questi problemi, risolvendoli prima che si radichino troppo in profondita nel tessuto sociale.

Ad esempio riqualificando alcuni quartieri con investimenti per il futuro nel tentativo di alleviare la condizione di povertà di molte famiglie bagheresi, oppure destinando maggiore attenzione alle politiche scolastiche, mostrando così
particolare riguardo ai giovani, che proprio la scuola forma, e che sono il fiore all'occhiello della nostra società.